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Tag: "Islam"

Ad Albenga in mostra le architetture delle religioni del Mediterraneo

“Le architetture delle tre grandi religioni del Mediterraneo” è il titolo di quella che si preannuncia come un’interessante mostra che verrà inaugurata sabato prossimo 15 maggio ad Albenga. Voluta dal Centro Studi don Antonio Balletto, da sempre attento alle tematiche legate al dialogo interreligioso, la mostra ligure, consiste in una serie di pannelli che compongono un breve percorso didattico all’interno delle tre grandi religioni del Mediterraneo e si propone di individuare e di mettere a fuoco i centri nevralgici e i nodi simbolici, funzionali e spaziali dei luoghi di culto e delle tipologie architettoniche che ne hanno caratterizzato la diffusione nell’area mediterranea: la chiesa, la moschea e la sinagoga.

A curare l’evento è Nicolò De Mari, con la collaborazione di Andrea Longhi, Alberto Jona Falco ed Alireza Naser Eslami. La giornata di studi verrà aperta dal sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, dal presidente della regione Liguria Claudio Burlando e dal presidente della Fondazione Agostino De Mari (Cassa Risparmio Savona) Roberto Romani. Seguiranno, nel corso della giornata, gli interventi di Stefano Levi Della Torre (sulla Sinagoga), Nicolò De Mari (la Chiesa), Attilio Petruccioli (La Moschea), Caterina Virdis (“I tre anelli della favola: contrasto, confronto o convergenza?”), mentre alle 17 verrà inaugurata la mostra. “Si tratta – dicono gli organizzatori- di una serie di interventi di rilievo, un importante appuntamento culturale, che vedrà la presenza di illustri studiosi”. Da segnalare l’interessante progetto grafico e l’allestimento di Andrea Musso.

Una studiosa islamica parla oggi a Roma dei rapporti con ebraismo e cristianesimo

Si terrà oggi presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) di Roma la conferenza “La prospettiva islamica su ebraismo e cristianesimo”. L’evento è particolarmente rilevante anche perché a parlare sarà una teologa musulmana, Mona Siddiqui,  che dirige il “Center for the Study of Islam” dell’università di Glasgow. Al centro del suo intervento vi sarà il problema che l’Islam ha affrontato sin dalle sue origini, e cioè quello dell’ebraismo e del cristianesimo quali rivelazioni divine . Considerata l’attuale forte interconnessione tra tensioni politiche e teologiche, Mona Siddiqui richiamerà l’attenzione sulla necessità di una più solida teologia islamica dell’inclusione dove il punto di partenza sia la compassione, non la salvezza.

Della studiosa musulmana ha fatto l’elogio anche un rabbino ebreo, Jack Bemporad, docente presso la medesima Università, il quale ha affermato che “Mona Siddiqui indica una strada nuova e audace ai Musulmani.  Con il suo lavoro teologicamente onesto dimostra che il tradizionale punto di vista musulmano – secondo il quale le Scritture ebraiche e cristiane sono corrotte – può essere reinterpretato, ed Ebraismo e Cristianesimo possono essere apprezzati e valutati senza condanna”.

La conferenza odierna arriva dopo tre anni dall’istituzione di un insegnamento universitario di Studi Interreligiosi presso l’Università Pontificia Angelicum, insegnamento che ha lo scopo di costruire ponti di comprensione tra cattolicesimo, ebraismo e altre tradizioni religiose formando una nuova generazione di capi religiosi al confronto, alla tolleranza e al dialogo nel rispetto delle differenze.

Qui un’intervista rilasciata recentemente all’Osservatore Romano dalla studiosa musulmana

Polemiche a Madrid per una "Scala verso il cielo"

Pura provocazione o stimolo alla riflessione sulle sempre più pressanti questioni inerenti la convivenza e il dialogo tra le religioni? Quando c’è di mezzo Eugenio Merino, la risposta a tale domanda non può certo essere scontata. L’artista catalano ha infatti abituato da tempo i pur scafatissimi appassionati di arte contemporanea alle sue performance, ma stavolta sembra aver passato il segno.

Merino ha infatti esposto alla celebre Fiera di arte contemporanea di Madrid una sua opera,  Escalera hacia el cielo (Scala verso il cielo) che ha immediatamente provocato polemiche a non finire. La medesima rappresenta un imam musulmano, un prete cattolico e un rabbino ebreo innalzati uno sull’altro ed immediata è scattata la protesta dell’ambasciata israeliana nella capitale spagnola. Nella nota di protesta si afferma tra l’altro che l’opera contiene “elementi offensivi per ebrei, israeliani e, certamente, anche per altri”. Di diverso avviso, ovviamente, lo stesso Eugenio Merino, a parere del quale la sua creazione “trasmette un messaggio positivo e ottimista sull’incontro fra le religioni” e dopo aver affermato che l’arte deve disturbare, cita a proprio discarico una celebre opera di Maurizio Cattelan in cui una meteora colpisce il Papa.

La cosa curiosa è che (almeno finora) gli unici a protestare siano stati gli ebrei, ma forse nelle prossime ore altre reazioni seguiranno.

Islam, cristianesimo e l'acqua col dispenser (ma pur sempre umile et pretiosa)

“Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”. Così cantava San Francesco nel Cantico delle Creature. Ed in effetti, la consapevolezza dell’importanza crescente del liquido elemento è andata crescendo sempre di più, come dimostrano anche le recenti polemiche in merito alla sua privatizzazione. Di questa crescente consapevolezza sono testimonianza tra l’altro un paio di invenzioni che vale la pena citare.

La prima riguarda l’Islam, in particolare il Wudu, l’abluzione rituale minore da compiersi obbligatoriamente prima di ognuna delle cinque preghiere giornaliere. Un’azienda malese ha infatti messo in commercio un’apparecchiatura che consentirà ai devoti musulmani che decideranno di utilizzarla la possibilità di evitare inutili sprechi tramite appositi sensori. È stato infatti calcolato che se tutti utilizzassero il nuovo dispositivo (che tra l’altro durante l’uso emette versetti del Corano) anche solo durante l’annuale pellegrinaggio alla Mecca, il risparmio sarebbe di circa 40 milioni di litri di acqua al giorno. Il dispositivo sarà disponibile nei prossimi sei mesi ad un prezzo che si aggirerà intorno ai 3 – 4 mila dollari.

Decisamente più abbordabile sarà invece il prezzo dell’altra invenzione in tema di acqua, e qui siamo nel campo del cristianesimo. Complici anche i timori per l’influenza suina, i titolari di un’azienda di Meda, nel milanese, hanno infatti messo in commercio un originale acquasantiera elettronica dotata di igienico dispenser. Particolare visibilità al prodotto verrà data dalla possibile installazione di alcuni esemplari nel Duomo di Milano, ma uno dei mercati più promettenti sembra essere quello cinese: «Lì c’è un boom del cattolicesimo – spiega uno dei titolari dell’azienda produttrice con 100 milioni di credenti stimati. Ci sono dunque ampie potenzialità: una mia vicina di casa cinese ha qui un ristorante, vuole smettere con gli involtini primavera e tornare lì a distribuire l’acquasantiera…».

Messa così sembra quasi blasfema, ma è pur sempre lei, “sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta

"L'albero della macedonia": cristiani e musulmani insieme in favore dei bambini più svantaggiati

È una di quelle notizie di cui c’è sempre più disperatamente bisogno, e non solo perché creano un clima natalizio, ma soprattutto perché dimostrano che il dialogo tra le religioni non segue solo le vie delle discussioni teologiche (legittime e necessarie, ovviamente) ma anche quelle della vita comune e quotidiana.

Ne parlava il Corriere della Sera di qualche giorno fa, mentre ora è la volta dell’edizione milanese di Repubblica: si tratta di una comunità familiare (dal bel nome di “L’albero della macedonia”)  composta da cristiani e musulmani che hanno deciso di vivere e di sperimentare assieme un’esperienza di accoglienza, a favore di ragazzi e bambini italiani e stranieri allontanati dalle famiglie di origine. Al momento già due coppie – Mustapha e Fatima, Beppe e Margherita – abitano nella cascina di Monticelli Pavese (Pv) ma tra la tarda primavera e l’estate, quando i lavori di restauro dell’immobile saranno ultimati, se ne aggiungeranno altre due.

“Questo progetto è il segno tangibile di quel dialogo tra le fedi che abbiamo iniziato anni fa sotto la Tenda del Silenzio alle colonne di San Lorenzo”, ha sottolineato padre Cesare Azimonti, guardiano della comunità dei Frati Minori di piazza Sant’Angelo a Milano: dall’incontro “con i nostri fratelli musulmani” è nata “l’idea di dare vita ad un simbolo concreto della convivenza possibile tra due diverse fedi troppo spesso contrapposte”. Mentre don Gianfranco Bottoni, responsabile del servizio Ecumenismo della diocesi di Milano, commenta: «È un´intuizione stupenda che si dovrebbe far conoscere a quanti, purtroppo, si dicono cristiani ma non conoscono il Vangelo e bruciano incenso a un falso Dio, a difesa di un egoismo personale e collettivo: sono loro il pericolo per il futuro della fede cristiana».

Un’iniziativa, quindi, alla quale non rimane che da augurare tutto il bene possibile.

Referendum svizzero sui minareti: un contributo alla comprensione del problema

La questione del referendum svizzero sull’edificazione dei minareti terrà banco ancora per un bel po’ (c’è da scommetterci) nel panorama politico europeo. Potrebbe essere l’occasione per un dibattito serio, sensato e pieno contributi sul ruolo dell’integrazione e del rapporto tra le varie religioni e su quello della libertà religiosa. Difficilmente questo accadrà, prevalendo, come quasi sempre accade in casi simili, l’emotività e i toni urlati.

E da segnalare quindi con favore il contributo di quei pochi che tentano faticosamente di inquadrare la questione in un quadro il più scientifico possibile, il che non significa affatto asettico, bensì al riparo  da quell’emotività che fa sempre aggio sulla razionalità. È il caso di Stefano Allievi, docente di sociologia delle religioni ed esperto in materia in quanto curatore di un rapporto  sulla costruzione di moschee in Europa. Intervistato dal quotidiano francese La Croix (l’intervista è disponibile tradotta in italiano qui) Allievi fa alcune interessanti considerazioni delle quali almeno un paio meritano di essere riprese.

Riguardo all’ostilità generalizzata in merito alla costruzione di moschee, lo studioso afferma che “le costruzioni di moschee continuano a suscitare molti conflitti. Bisogna notare che nessun altro luogo di culto, tempio sikh, luoghi di culto pentecostali, provoca queste opposizioni. Negli ultimi trent’anni, solo l’islam incontra questo problema. Abbiamo esaminato gli argomenti contrari alle costruzioni, raramente si tratta di punti precisi riguardanti le modalità del luogo, il vicinato (problemi di parcheggi, di affluenza), ma piuttosto di argomenti generali, cioè ideologici”.  In merito all’origine di tali conflitti, Allevi evidenzia come “sul piano locale, per un progetto urbanistico, il conflitto permette di esprimere interessi divergenti. Ma se si esaminano le situazioni più da vicino, ci si accorge che tali conflitti hanno delle derive quando si intromettono degli “imprenditori politici dell’islamofobia”, perché non hanno nessun interesse a risolvere il conflitto, che incontra allora un’evoluzione patologica. Tanto più che sono rapidamente recepiti dai media che se ne impossessano – l’islam si vende bene! – e li diffondono a livello nazionale”.

La cosa inoltre paradossale di tutta la vicenda svizzera è che ciò che finora esisteva senza essere visto e notato, è stato ora posto all’attenzione di tutti. Classico esempio di eterogenesi dei fini.

Animali e religioni tra induismo, islam e cristianesimo

Tempi duri per gli animali coinvolti in festività religiose, considerato il fatto che i medesimi si trovano “dall’altra parte della barricata”: sono cioè coloro cui si fa la festa e non certo i festeggiati.  Nel distretto nepalese di Bara, come informa Asia News, è infatti in corso la festività indù del Gadhimai Mela, nota per detenere il triste primato di maggior evento sacrificale al mondo. Durante le festività, che culmineranno dopodomani con il previsto arrivo di circa un milione di persone, “i fedeli sacrificano al dio Gadhimai migliaia di animali quali bufali, capre e polli. Secondo l’induismo essi placano con la loro sofferenza la rabbia del dio, donando agli uomini fortuna e prosperità”.  Ovviamente, i buddhisti locali e gli animalisti fanno puntualmente sentire la loro protesta (esiste anche un sito approntato appositamente) ma nulla sembra riuscire a fermare la mattanza. Eppure la cosa non ha solo risvolti religiosi, ma pure sociali, visto che durante i festeggiamenti avvengono episodi poco commendevoli, come racconta la stampa locale e il blogger Enrico Crespi in un suo interessantissimo post.

Ma per gli animali non sono tempi duri solo nel lontano Nepal: venerdì prossimo sarà infatti l’Aïd el Kébir (festa del sacrificio). La festa si svolge il decimo giorno dell’ultimo mese del calendario musulmano e consiste nell’uccisione di un montone che deve essere poi diviso in tre parti uguali: una per la famiglia, una per i vicini e una per i poveri.

Se a tutto ciò si aggiunge che al Natale manca ormai poco più di un mese e che per i tacchini si prospettano tempi bui, il quadro è davvero completo.

Cristianesimo e Islam: da Milano e Padova interessanti spunti per un dialogo proficuo

Il C.A.D.R. (Centro ambrosiano di documentazione per le religioni) struttura della diocesi di Milano che si occupa di ecumenismo e dialogo interreligioso, ha pubblicato un opuscolo che contiene alcune indicazioni nell’approccio al mondo islamico la cui utilità va ben oltre i confini della diocesi lombarda.

Lo scritto (molto pragmatico, secondo lo stile meneghino) prende il considerazione le varie circostanze in cui il mondo cristiano incontra quello islamico: dalla preghiera («di fronte alle richieste di pregare assieme è opportuno accettare di “stare assieme per pregare” magari silenziosamente») alle mense scolastiche («il criterio che ci sembra giusto adottare, di fronte alle richieste dei genitori musulmani per il cibo e le feste, è quello di prestare ascolto, purché queste richieste non diventino mai imposizione agli altri alunni e non abbiano la pretesa di eliminare le feste e i segni cristiani che sono cari alla nostra tradizione»).

In mezzo, tutta una serie di altre questioni che vanno affrontate con buon senso, ma senza indossare l’elmetto o ergersi sulle barricate: dai matrimoni misti al favorire le iniziative di reciproco scambio e conoscenza, dalle richieste da parte islamica di locali parrocchiali per la preghiera alla presenza di bambini di fede musulmana negli oratori.

Un’altra diocesi molto attiva nel settore dei rapporti con l’islam è quella di Padova, che ha messo a disposizione un intero sito interamente dedicato all’argomento, ricco di spunti e di documentazione al riguardo.

Giornata del dialogo cristiano-islamico: al via domani l'ottava edizione

Si celebra domani la Giornata del dialogo cristiano islamico, giunta alla sua ottava edizione. Le sei prime edizioni sono sempre state celebrate l’ultimo venerdì del mese di Ramadan. Ma per ragioni pratiche legate al calendario lunare islamico, dal 2008 all’evento è stato attribuita una data fissa, il 27 ottobre appunto, che ricorda l’incontro di Assisi del 1986 in cui rappresentanti di diverse religioni mondiali si sono uniti in una preghiera per la pace.

La Giornata fu ideata nel 2001, all’indomani degli atentati dell’11 settembre, come iniziativa tesa a contrastare il clima di incomprensione e talvolta di contrapposizione che si era determinato tra musulmani e cristiani. Da allora ogni anno centinaia di eventi vengono promossi in tutta Italia, ciascuno organizzato secondo specifiche modalità locali.

“La Giornata di dialogo cristiano islamico del 2009 –sottolineano gli organizzatori- avviene in un periodo particolarmente difficile. La questione della “sicurezza” che in quest’ultimo anno ha monopolizzato il dibattito politico e culturale – non sempre pacato – in Italia ha dato luogo ad una legge che in alcuni suoi provvedimenti ostacola l’integrazione degli immigrati, di cui un terzo circa è di origine islamica. I promotori della Giornata (cristiani e musulmani) invitano istituzioni politiche e religiose, società civile e cittadini ad impegnarsi affinché la logica e la pratica del dialogo prevalgano sullo scontro tra le culture”.

Tra le numerose iniziative di rilievo di quest’anno sono da ricordare: l’incontro che si svolgerà alle 13 di domani presso la Camera dei Deputati (Sala del Mappamondo), intitolato: “La libertà religiosa, un diritto universale garantito da uno Stato laico”; sempre a Roma, alle 19, l’incontro   -   presso il Centro Islamico Moschea di Centocelle, di Via dei Frassini 4 – dove si potrà assistere alla Preghiera serale islamica, per poi raggiungere la Chiesa battista di Via delle Spighe 6, dove si terrà una cena e condivisione organizzata dai movimenti giovanili islamici e cristiani. A  Firenze, presso il Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira ” si tratterà il tema: «La religione nell’educazione dei giovani d’oggi»; il 29 ottobre, a Roma, un’incontro, alle 19, alla Moschea “della Magliana” Al Fath dal titolo «La figura dell’Altro nelle scritture» con Gianni Novelli del CIPAX, l’Imam Sami Salem e Antonio Guaglione.

Moschee in Europa: domani un convegno a Milano farà il punto della situazione

Mentre continuano le polemiche riguardanti l’eventuale introduzione dell’insegnamento della religione islamica nelle scuole, cade a puntino il convegno, organizzato dal Cipmo,  che si svolgerà domani a Milano dal titolo: “Moschee in Europa. Diritto o problema?”.

“In Italia – spiegano gli organizzatori- oltre alle 3 moschee di Roma, Segrate e Catania, i luoghi di culto sono centinaia, e continuano a crescere. La questione continua a dividere l’opinione pubblica e le forze politiche. Da un lato, disporre di un luogo di culto fa parte del diritto di libertà religiosa; dall’altro l’apertura di moschee e di sale di preghiera musulmane, se non regolata, può creare molteplici problemi e alimentare tensioni con i residenti. Come garantire, dunque, i diritti dei musulmani senza ledere quelli degli abitanti delle aree dove queste sorgono?”

Nel corso dell’incontro verrà affrontata la questione delle moschee nel contesto europeo e italiano, da un punto di vista giuridico, politico e sociale, fornendo un quadro aggiornato della situazione e alcune analisi per il futuro. A parlare saranno Stefano Allievi, docente di sociologia all’università di Padova, Aldo Brandirali, presidente Commissione Servizi Sociali del Consiglio comunale di Milano e Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

In occasione dell’incontro verrà presentato il libro di Stefano Allievi: “Conflicts over Mosques in Europe: Policy issues and trends”, disponibile gratuitamente qui in pdf, ma purtroppo solo in inglese. Come afferma lo studioso, il conflitto non è “tra l’Europa e l’Islam, quanto piuttosto tra l’Europa e i suoi diversi attori, uno dei quali è l’Islam o meglio ancora i musulmani”.

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