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Category: Web-Tech

Firenze: un centro di documentazione su religioni e società

Verificare le trasformazioni delle religioni nell’era della globalizzazione sia sul piano della loro presenza geografica in rapporto al numero degli aderenti (ad esempio, secondo alcuni studi entro il 2050 i cristiani euroamericani saranno attorno al 27% del totale dei cristiani nel mondo), sia del modo di porsi e di abitare lo spazio pubblico, anche in conseguenza di queste trasformazioni: Questi gli obiettivi del Centro di Documentazione Digitale che nascerà a Spazio Reale, nella parrocchia di San Donnino a Firenze, guidata da don Giovanni Momigli.

A tal fine verrà raccolto e organizzato, per renderlo organicamente fruibile e comparabile, quanto c’é sul web in materia (libri, ricerche, documenti, opinioni, materiali e altri strumenti) al fine di esplorare l’evolversi dei processi interculturali e le trasformazioni nel rapporto fra le confessioni religiose e la società.

Particolare attenzione verrà posta all’accesso ai disabili: il Centro di Documentazione a cui ha accennato anche l’arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, auspicando “una fattiva collaborazione”, prevede l’attivazione di modalità interattive, supporti digitali ICT, hardware e software per rispondere alle esigenze di alcune tra le più frequenti disabilità, come la dislessia e vari disturbi dell’apprendimento.

Giornata delle comunicazioni sociali: a tema il silenzio e la parola

“I motori di ricerca e le reti sociali sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte”. Anzi, la Rete stessa “sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte”, al punto che spesso “l’uomo contemporaneo è bombardato da risposte a quesiti che non si è mai posto e a bisogni che non avverte”. È quanto afferma Benedetto XVI nel messaggio per la 46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si svolgerà il 20 maggio sul tema: “Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”.
“Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – scrive il Papa riferendosi all’attuale sistema dei media – il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da tutto ciò che è inutile o accessorio”. “Una profonda riflessione – spiega, infatti, il Santo Padre – ci aiuta a scoprire la relazione esistente tra avvenimenti che a prima vista sembrano slegati tra loro, a valutare, ad analizzare i messaggi: e ciò fa sì che si possano condividere opinioni ponderate e pertinenti, dando vita a un’autentica conoscenza condivisa”. Per questo “è necessario creare un ambiente propizio”, a partire dalla consapevolezza che “gran parte della dinamica attuale della comunicazione è orientata da domande alla ricerca di risposte”. Di qui l’“interesse” del Papa per il mondo della Rete, e per le “le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio”. “Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico – la tesi del Papa – si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”.
Il messaggio è stato diffuso oggi in quanto ricorre la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione.

SalamWorld: presto online il Facebook del mondo musulmano

SalamWorld.com è il nome del primo social network interamente dedicato al mondo musulmano. La sua creazione è stata annunciata a Istanbul  da Akhmed Azimov, vicepresidente della società che porta il suo nome e che ha creato il sito. “Il cuore del progetto –ha affermato Azimov- è quello di creare una rete senza contenuti vietati dalla religione (…) Per raggiungere questo obiettivo, avremo una grande squadra di moderatori e non ci saranno filtri. Contiamo anche sul fatto che gli  utenti siano capaci di moderare se stessi e di filtrare i contenuti da trasmettere.” L’uomo d’affari ha anche un gran numero di coordinatori provenienti da 30 paesi per assicurare il buon funzionamento del sito, che dovrebbe essere pienamente funzionante nei primi mesi del 2012.
Nedim Kaya, coordinatore della Icyen, società che dirige il progetto, afferma che questo social network diventerà “un punto di riferimento per il mondo musulmano. Il progetto è nato da un’iniziativa comune. Abbiamo visto che nel mercato dei social network c’era un vuoto e lo abbiamo colmato. Abbiamo scelto come nome SalamWorld perché per prima cosa il nostro sarà un social network conforme alle leggi dell’Islam”.
In concreto, Salamworld consentirà consultazioni su varie questioni rilevanti per l’islam come la teologia o la famiglia. Previste anche forme di insegnamento on-line e applicazioni per trovare la moschea o il negozio hallal più vicini al posto in cui si abita. Gli sviluppatori, è  stato sottolineato, tenteranno di creare ”un’enciclopedia online, una specie di Wikipedia islamica”. E’ in corso la raccolta di ”enormi risorse” documentali islamiche su internet al fine di metterle a disposizione del sito.

Aleteia: una community online per chi cerca risposte alle domande della fede

“La prima comunità di domande e risposte sulla fede cattolica, la vita e la società”: così si presenta Aleteia, la nuova piattaforma  online il cui sito verrà varato ufficialmente dopodomani, mercoledì 19 ottobre.
Aleteia  (verità in greco) vuole essere “una piattaforma di dialogo, un ponte tra coloro che credono e coloro che cercano risposte di senso per la propria vita”. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione per l’Evangelizzazione con i Media, è realizzata grazie alla collaborazione di molte realtà cattoliche, tra cui H2onews, studio di produzione multimediale e Maria di Nazareth, piattaforma di approfondimento su Maria . “Aleteia – afferma una nota – nasce come risposta concreta alle sfide comunicative lanciate da Benedetto XVI nei messaggi per le Giornate Mondiali delle Comunicazioni Sociali, promosse dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali e in sintonia con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione”.
Si tratta di una iniziativa già avviata sperimentalmente dall’arcidiocesi di Boston, il cui cardinale Sean O’Malley  crede molto nelle potenzialità della Rete, come dimostra anche il fatto che lo stesso cardinale ha da tempo al suo attivo un seguito blog. La versione beta di Aleteia (che già dispone di una pagina Facebook cui se ne aggiungerà una su Twitter)  è in quattro lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo. In poche settimane – assicurano  i promotori – seguiranno le versioni in arabo e portoghese, cui successivamente si aggiungeranno altre lingue.

Vatican Blog Meeting 2011: alcune considerazioni

Si è finalmente svolto l’atteso Vatican Blog Meeting 2011. Difficile sintetizzare un denso pomeriggio di discorsi e riflessioni, quindi non ci proveremo neppure, ma qualcosa la si può dire. Prima di tutto che si è trattata di un’esperienza positiva, sia perché è sempre positivo quando persone, che magari non la pensano neppure nello stesso modo, si trovano ad incontrarsi. Sia perché l’incontro medesimo ha dato modo di rinsaldare amicizie e collaborazioni e di instaurare nuovi legami.  Mons. Celli, presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, ha tenuto un breve indirizzo di saluto in cui ha ammesso che il meeting era forse tardivo, ma l’importante è l’aver iniziato una reciproca opera di ascolto tra Chiesa istituzionale e mondo blogger. Il blog meeting ha tenuto a sottolineare Celli, non era infatti un raduno di blogger cattolici ma, notava Antonio Spadaro in Cyberteologia “una iniziativa che intende promuovere in Vaticano un dialogo tra bloggers (cattolici e non) e persone impegnate nelle strategie comunicative della Chiesa”.

Personalmente, tra i molti interventi, ho molto apprezzato quello del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, quando ha evidenziato come i blog potrebbero utilmente servire a sviluppare una qualche forma di opinione pubblica nella Chiesa. Argomento davvero molto interessante che avrebbe meritato sviluppi più ampi.

Assente purtroppo il cardinal Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, altro organizzatore dell’evento. Conviene quindi riportare alcune sue parole riprese da un’intervista alla Radio Vaticana:“Abbiamo voluto che la blogosfera diventasse in qualche modo una presenza anche nell’interno della cultura della Santa Sede, all’interno della stessa esperienza cristiana”. E ancora, prosegue il cardinale: “Dobbiamo riconoscere  la rilevanza di questo fenomeno, che, come si suol dire, viene proprio dal basso. Un fenomeno che tende, progressivamente, anche a interessare i grandi fenomeni, le grandi interpretazioni culturali, ma che soprattutto tende anche a insistere, a incidere nell’interno dell’orizzonte alto della Chiesa, della fede. Da quest’orizzonte non si può prescindere”.

E proprio perché da questo orizzonte non si può prescindere, una nota negativa. La stessa messa in evidenza da Alessandro Gilioli, uno dei blogger laici invitati all’incontro: troppi, all’interno della Chiesa, intendono il mondo del web come un mero strumento di proselitismo e tralasciano quella che è la cosa più importante: la dimensione dell’ascolto. Che questa dimensione (tra l’altro fondamentale della tradizione ebraico-cristiana) sia stata richiamata da un laico, è un segno dei tempi che fa riflettere anch’esso.

Bloggers e Chiesa: a maggio un incontro in Vaticano

Un incontro di bloggers in Vaticano. L’inedita iniziativa si terrà lunedì 2 maggio ed è promossa dai Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali, con l’obiettivo – si legge in un comunicato diffuso oggi – di “permettere un dialogo tra bloggers e rappresentanti della Chiesa, per condividere le esperienze di coloro che sono attivi in questo campo e per meglio capire le esigenze di tale comunità”.

Tra i partecipanti figurano il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, mons. Claudio Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, e padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede e della Radio Vaticana. “Un aspetto importante dell’incontro – si legge nel comunicato sarà quello di offrire l’opportunità di nuovi contatti, di scambi informali tra i partecipanti e di aprire nuove piste di interazione”. L’incontro inoltre si svolge il giorno dopo la Beatificazione di Giovanni Paolo II, per questo si prevede la presenza a Roma di numerosi bloggers. L’invito è aperto a tutti, ma per partecipare, bisogna inviare un email a blogmeet@pccs.it con un link al proprio blog. Lo spazio è limitato a 150 posti e “e c’è il desiderio di avere una rappresentanza di tutta la blogosfera” per cui i pass saranno assegnati secondo criteri geografici e per tipologia di blog.

Due nuove iniziative al via nel giorno dell’Annunciazione

Nella giornata di oggi (scelta non a caso ma in quanto solennità dell’Annunciazione) ci sono da registrare due inaugurazioni di altrettante iniziative ognuna delle quali, a modo suo, interessante. La prima riguarda Nazareth,  dove prende il via un parco a tema religioso avente come scopo il far riscoprire la storia biblica della salvezza con le nuove tecnologie cinematografiche e interattive. L’iniziativa nasce dall’associazione Maria di Nazareth e dalla Comunità “Chemin Neuf”. Come riferisce all’agenzia Zenit, Olivier Bonassies, direttore esecutivo dell’associazione Maria di Nazareth “il Centro pone tutti i mezzi tecnici moderni al servizio della conoscenza, dell’incontro con Maria e della scoperta della fede cristiana”. I pellegrini potranno “immergersi in uno spettacolo multimediale e ripercorrere attraversando quattro grandi sale i momenti essenziali della storia della salvezza”. Il Centro ha una vocazione ecumenica e promuove il dialogo interreligioso, mostrando in una sala il modo in cui la vergine Maria è percepita dalle Chiese orientali, nel Corano e in quanto donna ebrea.

L’altra inaugurazione riguarda invece il nostro Paese, e per l’esattezza Gioia TV, un canale tematico interamente dedicato alla spiritualità ideato da Stefano Jurgens, il quale parla così della sua nuova creatura: “Il mio progetto televisivo è molto ambizioso, ma lo svolgo nell’umiltà che mi impone lo Spirito Santo. Sto facendo crescere una nuova rete, non solo un programma ma un’intera rete televisiva che parli di Gesù, allegro e gioioso, risorto e caritatevole. Un Gesù che possa entrare nel cuore delle persone attraverso questo mezzo. E, poiché Lui è gioia, l’ho chiamata ‘GioiaTv’. Per ora siamo sul web: www.gioiatv.com. Poi domani chissà”.

Tanti auguri alle due nuove iniziative.

MyChurch: i fedeli si uniscono tramite Facebook

Ninja Marketing, sito specializzato in marketing e comunicazione, recensisce MyChurch, un prodotto davvero innovativo destinato al settore religioso che vale la pena segnalare. Si tratta di un’applicazione per Facebook che ha come scopo di tenere uniti i fedeli tra di loro e con le rispettive comunità di appartenenza. Tramite MyChurch è infatti possibile convidere e commentare richieste di preghiere, passi della Scrittura e tutto quello che la fantasia suggerisce.

Una riprova della serietà del progetto è data dal fatto che si tratti di un’applicazione a pagamento, e non gratuita, come diverse altre del settore. I costi vanno dai 9 ai 199 dollari mensili e permettono di evitare qualsiasi forma di pubblicità, particolare questo non secondario in progetti del genere.

Particolarmente interessante e stimolante il quesito lanciato da Ninja Marketing: “In generale, l’utilizzo dei social network anche per le pratiche religiose permette di raggiungere target sempre meno interessati come quello dei giovani, allargando così il numero di fedeli e permettendo il rafforzamento dei legami all’interno della comunità. Ma, d’altra parte, il rischio di allontanare i soggetti più legati alla tradizione ed alla “fisicità” è alto, e non bisogna dimenticare un eventuale pericolo di banalizzazione di tali pratiche che potrebbe derivare come conseguenza dell’elevato utilizzo dei mezzi digitali. E allora è giusto utilizzare i social network anche quando si parla di religione e fede?”.

Domanda alla quale, per rispondere, non basterebbe un trattato. In generale si può affermare che l’uso dei social network è certamente lecito anche nel campo spirituale, ma quale potrà essere il loro sviluppo lo vedremo solo quando arriveremo alla seconda generazione dei cosiddetti nativi digitali. Per ora siamo solo all’inizio del fenomeno e non resta altro da fare che aspettare (e sperimentare).

Da Twitter all’iPad: al via un seminario su Chiesa e social network

È  solo di un paio di giorni fa il messaggio papale diffuso in occasione della prossima Giornata della comunicazioni sociali. Messaggio che ha trovato consensi non solo in ambito cattolico (qui una come sempre puntuale analisi di Antonio Spadaro) ma anche in ambiti assai diversi tra di loro e spesso in polemica con la Chiesa. Viene quindi a proposito il segnalare la notizia di un percorso di formazione che prenderà il via lunedì prossimo, 31 ottobre, e che fin dal titolo segnala la crescente attenzione della Chiesa verso queste problematiche: “Da Twitter all’iPad. Nuovi paradigmi e modelli di informazione”. Promosso dall’Associazione Webmaster cattolici, dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia, il corso affermano gli organizzatori, prende spunto dal fatto che “il complesso cambiamento nel mercato della produzione, della distribuzione e del consumo dell’informazione non deriva solo da nuovi strumenti tecnologici e non ha come effetto solo la costituzione di nuovi modelli economici. Entrano in gioco invece nuovi legami e opportunità che hanno un ruolo strategico nella società del futuro”.
Il corso è suddiviso in tre parti. Una parte storica tratterà i seguenti temi: cos’è l’informazione, qual è il suo mercato, quali sono le sue principali caratteristiche e quali le principali linee di crisi che la attraversano. Una parte tecnologica verterà invece sui nuovi strumenti e sulle nuove tecnologie per la raccolta, l’organizzazione, la produzione, la distribuzione e il consumo dell’informazione.  Una parte sociale, infine, prenderà in esame i nuovi “consum-attori” dell’informazione e quali progetti di società stanno emergendo dalla Rete.
Il seminario sarà tenuto da Antonio Dini, giornalista de “Il Sole 24 Ore” e “Nòva24”, e coordinato da Pier Cesare Rivoltella, docente di media education dell’Università cattolica di Milano. Il corso si svolgerà interamente online con dirette web, dispense, forum e gruppi di lavoro distribuiti nell’arco del mese e supportati da due tutor dedicati. Il lavoro sarà organizzato attorno a e-tivities, lasciando circa 10 ore per lo svolgimento di ciascuna attività. Al termine sarà restituito un feedback a tutti i partecipanti che riceveranno un attestato per la fine del corso. Il modulo si concluderà con una videoconferenza organizzata attorno agli stimoli e ai risultati che il lavoro avrà fornito, attraverso i contributi dei partecipanti.

Comunità online e chiese: uno stop dai giudici americani

Può una comunità che vive soltanto online fregiarsi della denominazione di “chiesa”? La risposta a tale domanda ha implicazioni teologiche non indifferenti, come si può facilmente intuire, che spaziano dal campo liturgico a quello sacramentario e così via. Negli Stati Uniti è stata ora data una risposta a tale domanda, anche se ciò che l’ha originata non sono astratte questioni teologiche ma molto più concreti interessi di dare e avere: Negli States, infatti, le Chiese riconosciute come tali godono di importanti e sostanziosi benefici fiscali.

La Foundation of Human Understunding, una comunità virtuale che vive soltanto in rete e via etere, ha fatto quindi richiesta per essere riconosciuta ufficialmente come “chiesa”, ma la sua domanda è stata rigettata dalla Corte d’appello federale. Quest’ultima, nella propria sentenza, ha stabilito che esistono alcuni criteri minimali perché una chiesa possa essere riconosciuta come tale: un credo, una forma di culto, un insieme di dottrine, una disciplina interna, dei leader riconosciuti, dei membri che non siamo contemporaneamente anche fedeli di altre chiese ed un regolare servizio di culto.

È proprio su quest’ultimo punto che pare si siano infranti i desideri della FHU di vedersi riconosciuta come chiesa. Mentre infatti per i precedenti criteri non pare sussistano particolari problemi, il giudice ha stabilito che il cosiddetto “ministero elettronico” non possa essere ricompreso tra quelli previsti dal legislatore americano. La sentenza farà indubbiamente discutere e ne risentiremo parlare, non solo negli States.

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