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Category: Società e religioni

"Faith Off": dall'Inghilterra un quiz per conoscere meglio le varie fedi

Musulmani contro ebrei. Ebrei contro cristiani. Cristiani contro indù. Insomma, tutti contro tutti. Ma tranquilli, non si tratta di una annunciata guerra fra religioni, bensì del suo esatto opposto: vale a dire di un tentativo per far sì che i seguaci di una religione conoscano meglio anche le altre. L’originale progetto (di cui da notizia la stampa britannica, ripresa anche da quella italiana) ha il nome provvisorio di “Faith off”, andrà in onda sul canale Islam Channel e apparentemente sarà un quiz come tutti gli altri. La particolarità sarà che ogni puntata vedrà come ospiti due squadre, formate da quattro membri ciascuna, appartenenti a due diverse religioni. Oggetto delle domande saranno esclusivamente le varie fedi, il rapporto tra di loro e con la società. Abrar Hussain, ideatore e produttore del gioco, sottolinea che il medesimo “non è stato studiato per i religiosi o i teologi, ma per la gente comune, allo scopo di aumentare tra le varie comunità religiose la conoscenza delle rispettive fedi, promuovendo rapporti positivi ed il rispetto reciproco”. Beh, come idea non è male, vedremo se, tra i tanti format di importazione, qualche canale TV si sentirà di impegnarsi anche in questa direzione. E se possiamo permetterci un suggerimento, chi potrebbe presentare il quiz meglio di lui, uso a terminare le sue trasmissioni con un sonoro: “Che Dio vi benedica!”?

Veneto: chiesa o moschea? Tutte e due è meglio

Quando c’è da costruire una moschea, ecco che si alzano quelli della Lega Nord a protestare. Quando si decide di erigere una chiesa cristiana, magari ad alzare la voce sono quelli della UAAR. Come fare per mettere tutti d’accordo? Erigendo un edificio multiconfessionale nel quale ci sia spazio per tutte le religioni. Non si tratta della bizzarra proposta di qualche visionario, bensì del progetto messo nero su bianco da Leonardo Padrin, consigliere regionale veneto, che così la argomenta: “”Dando vita ad un tempio multi confessionale, Padova, la città del Santo, la città della pace, potrebbe diventare il luogo simbolo del superamento dei conflitti culturali e religiosi. Com’è già accaduto con la Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove convivono mussulmani, cattolici, Armeni e Greco-ortodossi, potrebbero essere le stesse comunità religiose a farsi carico della realizzazione di quest’opera”.

Ovviamente la proposta cadrà nel vuoto e della cosa non si farà nulla, però discuterne non sarebbe male. Ma forse è troppo chiedere anche questo.

Don Giorgio De Capitani: dalla Lombardia un vero e proprio Don 2.0

Caspita, chi ha detto che il Web sia un mondo dove solo i gggiovani sanno trovare il loro modo di esprimersi? Don Giorgio De Capitani, che di diritto appartiene alla cosiddetta “terza età” è la dimostrazione vivente che così non è. Basta fare un giretto sul suo sito per rendersene conto. Diviso in sette sezioni principali, oltre alla home page (tutto campo, interventi, omelie, politica, ecumenismo e religione) il sito del combattivo sacerdote lombardo –settant’anni ben portati- non si davvero mancare proprio nulla. Ecco quindi la web tv, l’apposito canale You Tube, lo spazio per i sondaggi, le news e addirittura un libro da scaricare gratuitamente in pdf. Insomma, si potrà essere non sempre d’accordo con quello che dice (anche perché don Giorgio è un tipo dalle opinioni nette e poco amante delle mediazioni) ma non c’è dubbio che si tratti di un vero e proprio Don 2.0.

Dialogo tra le religioni: dal Qatar un invito a non abusare dei loro simboli

La settimana scorsa si è tenuta a Doha, in Qatar, la sesta Conferenza sul dialogo tra le religioni. Conviene farvi un cenno perché il sito del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso riporta l’importante discorso fatto in quell’occasione dal Presidente del medesimo, il card. Jean Luis Tauran. “Il dialogo –afferma tra l’altro il cardinale- è un servizio necessario all’umanità: non è più una scelta. Se ben fatto, con amore e verità, esso è sinonimo di comprensione reciproca, rispetto, pace e armonia fra le varie componenti di una società, siano esse etniche, religiose, culturali o politiche”. Significative anche le parole del comunicato finale della conferenza (cui hanno partecipato 155 studiosi ed esponenti delle tre religioni monoteiste): “Come musulmani, ebrei e cristiani abbiamo affrontato temi che non attengono solo agli ideali e valori dei rispettivi credi, ma anche questioni drammatiche che sfigurano il mondo odierno e creano sofferenza e ingiustizia (…) Alla luce dei nostri dibattiti abbiamo convenuto che il dialogo tra le religioni è necessario sempre e a tutti i livelli per generare una cooperazione e strategie comuni contro le ostilità derivanti dall’abuso e la mancanza di rispetto nei confronti dei simboli religiosi”. In effetti, proprio la questione della manipolazione dei simboli religiosi (da chiunque essa venga compiuta) è uno dei banchi di prova della libertà religiosa. In oriente come in occidente.

Le religioni in Europa: alcune interessanti trasmissioni (e un'occasione perduta)

Anche dalla Rai, ogni tanto, può venire qualcosa di buono. Sul blog della trasmissione Buongiorno Europa, infatti, sono disponibili delle schede su come viene vista e vissuta la religione in alcuni Paesi Europei: Francia, Italia, Bosnia – Erzegovina, Olanda, Polonia e Spagna. A completamento di tutto, una scheda riassuntiva sulle religioni in Europa in cui si riporta un’inchiesta del Financial Times da cui emerge che il 73% degli europei crede in Dio. A crescere sembra però essere anche il tasso di laicità, visto che, per esempio, ben l’84% degli spagnoli vorrebbe una rigida separazione tra stato e chiesa (sarà l’effetto Zapatero?) mentre sono contrari all’insegnamento della religione nelle scuole il 70% dei francesi.

Certo, sarebbe stato molto meglio se anziché delle semplici schede, il sito in questione avesse riportato le trasmissioni in streaming (non parliamo poi della possibilità di scaricarle come videopodcast). Invece, delle medesime non c’è traccia neppure su Rai Click, dove è possibile rivedere alcune trasmissioni on demand. Ma non si può avere tutto dalla vita.

SimCity: nell'ultimo episodio del gioco in campo anche la spiritualità

Giudicato uno dei migliori videogiochi di sempre, SimCity è stato un fenomeno fin dalla nascita. Definirlo un Monopoli in versione elettronica sarebbe riduttivo: in realtà, su SimCity il giocatore può sbizzarrire la propria fantasia creando una città dal nulla o partendo da una già esistente. Un fenomeno per certi versi antesignano alla stessa Second Life e sul quale si sono sbizzarriti anche i cosidetti alfa – blogger. La cosa interessante è che l’ultimo episodio del gioco mette in giochi anche quelli che vengono chiamati Valori Sociali, tra cui la spiritualità. Ecco un esempio concreto tratto da una recensione del gioco: “un Casinò consumerà la risorsa spiritualità, la quale andrà ricaricata dotando la città di edifici ecclesiastici”. Insomma, più il giocatore dota la sua città di edifici che depauperano la risorsa spiritualità, più dovrà compensare la medesima dotando la sua creazione di edifici atti allo scopo. Idea non male davvero. A tal punto che sorge spontanea una domanda da girare immediatamente agli urbanisti: non sarebbe possibile applicare la medesima soluzione anche nella vita reale?

Russia: polemiche per le preghiere via web

D’accordo mettere i moderni mezzi che la tecnologia mette a disposizione al servizio delle religioni per permettere alle medesime di diffondere più agevolmente il loro messaggio. Si tratta di iniziative già ampiamente diffuse e di cui abbiamo largamente parlato anche nel blog. Il caso di cui parla il quotidiano moscovita Izvestia, come riportano le cronache, sembra però leggermente diverso. Pare infatti che tramite il servizio in questione, “anche le chiese e i monasteri ortodossi della Russia hanno deciso di realizzare una serie di servizi a pagamento dedicati alla salute e all’anima dei propri cari”. In particolare, un monastero di Valaam, al costo di 150 rubli (circa quattro euro) invierebbe una preghiera per il defunto nei quaranta giorni successivi alla morte. E se 150 rubli sembrassero tanti (è da ricordare che la Russia versa in gravi condizioni economiche) si specifica che altri monasteri offrono il medesimo servizio –che non ha mancato di suscitare polemiche- anche per cifre inferiori. E chissà: magari, a fine stagione, arriveremo alle preghiere in saldo.

Europa: i rappresentanti delle religioni monoteiste a confronto sui temi ambientali

Presso Palazzo Berlaymont di Bruxelles, si incontreranno oggi i rappresentanti delle tre religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo ed islam, appartenenti ad undici stati membri dell’Unione: Francia, Gran Bretagna, Germania, Austria, Polonia, Olanda, Svezia, Italia, Grecia, Romania e Lituania. Oggetto dell’incontro, che sarà presieduto da José Manuel Barroso, Hans-Gert Pöttering e Janez Janša, rispettivamente Presidente della Commissione Europea, del Parlamento e del Consiglio, sarà: “Affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e della riconciliazione attraverso il dialogo interculturale”. Particolarmente prestigioso il parterre di coloro che interverranno al meeting: Richard Chartres, vescovo di Londra, il pastore Letizia Tomassone, vice presidente della federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Mohamed Bechari, presidente della Federazione Nazionale dei Musulmani in Francia e segretario generale della Conferenza Islamica europea, Michael Schudrich, rabbino capo in Polonia; Emmanuel, metropolita di Francia e rappresentante del Patriarcato di Costantinopoli e il cardinale Audrys Juozas Backis, Arcivescovo di Vilnius. L’iniziativa si inserisce tra quelle previste per l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale.

Pubblicità e sacro: una manifestazione a Losanna per approfondire l'argomento

Con colpevole ritardo, vedo che la città svizzera di Losanna sta ospitando un’interessante manifestazione dedicata al rapporto tra il sacro e la pubblicità. Dieu et la pub, questo il nome dell’evento, è iniziato nei primi giorni del mese di aprile e si concluderà nell’ultima settimana di maggio. Nel corso delle settimane losannesi, sono previsti incontri pubblici, convegni, esposizioni e concorsi, tutti dedicati a dipanare i rapporti tra il divino ed il mondo dell’advertising. In concomitanza con la manifestazione losannese, il sito della Radio Televisione Svizzera, sempre attento, ospita un servizio della trasmissione Segni dei tempi dedicato al rapporto pubblicità – religione. E in Italia, come siamo messi al riguardo? Una simpatica applicazione del linguaggio pubblicitario al sacro è quella del Rosario in grani, che fa il verso alle pubblicità dei medicinali pur non avendo, si assicura, effetti collaterali.

Indagine sulla Bibbia in Europa: presente nella case ma poco letta

Si tratta di un testo ritenuto di difficile lettura ma considerato dalla maggioranza della popolazione interessante. Poco letto ed utilizzato per la preghiera personale, ma presente nelle case. Si tratta della Bibbia, al centro di un’indagine condotta da Gfk – Eurisko, presentata in sala stampa vaticana (qui il comunicato ufficiale) e patrocinata dalla Federazione biblica cattolica, in vista del Sinodo dei vescovi che si terrà nel mese di ottobre e verterà sul tema della “Parola di Dio” nella vita della Chiesa. Si tratta di un’importante indagine condotta in 8 Paesi Europei (Regno Unito, Germania, Olanda, Francia, Polonia, Russia, Spagna, Italia) e negli Stati Uniti per “valutare il rapporto della popolazione adulta con le Scritture”. E’ stato preso in esame un campione rappresentativo ed ecumenico (cattolici, protestanti e ortodossi). Riguardo alla frequenza di lettura, dall’indagine emerge che negli ultimi 12 mesi ha letto almeno un brano della Bibbia il 20% della popolazione spagnola, il 27% degli italiani e il 36% degli inglesi. La percentuale si alza per i polacchi (38%) e per i russi (35%) fino a raggiungere la punta del 75% degli americani. Nella preghiera, si fa un ricorso alla Bibbia modesto rispetto al ruolo che le Sacre Scritture dovrebbero avere. Gli Stati Uniti rappresentano il caso più positivo con un 37% degli intervistati che prega utilizzando le Scritture. Questo valore resta alto anche in Polonia (32%) ma scende al 13% in Germania, al 9% in Italia e addirittura al 6% in Spagna. Nelle case di una larga maggioranza degli intervistati, vi è una copia della bibbia. L’unica eccezione è costituita dalla Francia dove meno del 50% degli intervistati ha in casa una copia della Bibbia. Risultati davvero molto interessanti, resta da vedere quale uso ne verrà fatto.

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