Subscribe via RSS Feed
Banner AdEthic

Category: Religioni

Murdoch si da alla spiritualità (ma con un occhio agli affari)

“Negli anni dopo il 2000 Murdoch è diventato uno dei più importanti imprenditori nel mondo delle trasmissioni digitali satellitari, nel campo cinematografico ed in molte altre forme di media. L’ultima acquisizione che ha suscitato clamore è stata (nell’estate del 2007) “Dow Jones”, società che controlla il Wall Street Journal, organo di comunicazione finanziaria noto in tutto il mondo”. Così parla di Rupert Murdoch (di cui si parlò già ampiamente per l’acquisizione di MySpace) una biografia online . La voce di cui sopra andrà però aggiornata, perché “Lo Squalo” (così è chiamato nel mondo del business l’editore australiano) ha operato un’altra acquisizione che, se non farà rumore come altre cui siamo stati abituati, è però un vero e proprio segno dei tempi. Murdoch ha infatti acquisito il controllo di Beliefnet.com, forse il massimo sito mondiale di questioni attinenti la fede e la spiritualità. Il vecchio Rupert ha forse intenzione di darsi alla meditazione? C’è da dubitarne. La cosa sta comunque provocando un certo interesse Oltreoceano e tutti si interrogano su come Murdoch integrerà Beliefnet con le altre realtà editoriali del suo gruppo. Una curiosità che, per quel che vale, facciamo nostra.

Genova: una Santa Barbara multireligiosa per i Vigili del Fuoco

Merita davvero un’attenta riflessione (e non un’alzata di spalle come farà qualcuno, pensando magari ad un cedimento alle mode) l’iniziativa che avrà luogo domani a Genova per commemorare Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco. Al posto della sola Messa cattolica, infatti, avrà luogo un momento di meditazione  in cui avranno spazio i rappresentanti di cinque religioni: ebraismo, islam, ortodossia, protestantesimo e, ovviamente, cattolicesimo. Abbiamo pensato –spiegano gli organizzatori- di dover aprirci maggiormente alla città. Che ormai è multietnica. D’altronde, il soccorso non ha frontiere né patria. Ed è importante sottolinearlo ora che la città sente molto queste tematiche”. Anche i momenti di meditazione saranno contingentati: otto minuti per ciascuna confessione, né uno di più né di meno, senza preferenza alcuna. In effetti qualcuno, davanti a notizie come questa, potrebbe inarcare il sopracciglio gridando al religiously correct, ma è giusto ignorare realtà che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi? Basti pensare al mondo della scuola, dove gli alunni di fedi diverse da quella cristiana sono in aumento in maniera esponenziale. Iniziative come quella genovese, possono servire se non altro a far pensare a certe realtà.

Identità e dialogo: un interessante convegno in programma a Parma

“Identità e dialogo tra culture e religioni diverse”: è questo l’interessante tema del convegno che si svolgerà dopodomani, sabato primo dicembre, presso la Fiera di Parma. Organizzato dall’Editrice La Scuola in collaborazione con il comune di Parma, l’evento prevede un confronto tra grandi personalità: Mons. Luciano Monari (Vice Presidente della CEI), il Prof. Salvatore Natoli, il Prof. Giovanni Maria Vian, il Prof. Padre Michele Piccirillo, il giornalista Aldo Maria Valli e l’On. Valentina Aprea affronteranno l’argomento dal punto di vista filosofico-religioso durante la sessione mattutina, mentre i rappresentanti delle istituzioni territoriali ed il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni saranno i protagonisti nel pomeriggio di due tavole rotonde tecnico-operative per affrontare il delicato tema anche dal punto di vista di chi opera nella scuola. Secondo gli organizzatori, il convegno vorrà essere l’occasione per parlare di religioni e di modelli di integrazione, di radici cristiane e relazioni con l’Islam o le altre religioni, del valore delle tradizioni religiose e delle specificità delle diverse fedi.

"I destini del sacro": un interessante convegno da oggi a Reggio Emilia

“Se anche il profano fosse diventato sacro? Cosa si intende allora con il concetto di sacro? In quali pratiche rituali e testi lo possiamo incontrare? Appartiene solo alla sfera religiosa o anche al mondo della moda? Poi, se il consumo è come una religione, cosa diventa luogo oppure oggetto di culto? Insomma, quali pieghe sta assumendo oggi il sacro in un mondo di culture sempre più interconnesse?”. Davvero molto ma molto interessanti queste domande. E si sa, almeno questo è il personalissimo parere del sottoscritto, le domande sono sempre più interessanti ed intriganti delle risposte. A tali quesiti cercherà di rispondere Destini del sacro. Discorso religioso e semiotica delle culture, che è il titolo del XXXV Congresso dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici che si terrà a Reggio Emilia da oggi a domenica prossima. L’intento del congresso, come affermano gli organizzatori, è avviare un produttivo dialogo interdisciplinare, confrontando prospettive di ricerca e risultati raggiunti all’interno di ogni specifico campo di studio. Questo, dal momento che il sacro è concetto teorico, ma anche una parola ricca di significati che coinvolge pratiche rituali, compare in diversi discorsi, da quello religioso a quello politico, e viene rappresentato in varie forme d’arte.

Amartya Sen, il terrorismo internazionale e le religioni

“Il dialogo tra le religioni non argina l’odio”: un titolo così non poteva ovviamente non attirare la mia attenzione. E in effetti, l’articolo che il premio Nobel Amartya Sen ha pubblicato sul Corriere della Sera merita la massima attenzione. Con qualche però. L’economista indiano prende le mosse da un rapporto, denominato “Un cammino civile verso la pace” e redatto dalla Commissione del Commonwealth, che ha il compito di indagare le cause del terrorismo internazionale. Parlando della questione delle identità, Sen scrivi che “persino l’immane violenza scatenata dalla Prima guerra mondiale, che costrinse tanti europei a partecipare da protagonisti consapevoli a una guerra inutile, si giustificava esaltando le identità nazionali, a scapito di tutto il resto. Oggi, l’effetto dirompente di una priorità così esasperata scaturisce sempre di più dall’affermazione di un’identità religiosa, anziché nazionale, ignorando tutte le altre eventuali appartenenze”. Osservazione ineccepibile e riguardo alla quale è difficile fare obiezioni. Poi però l’autore prosegue affermando che “persino il voler instaurare un «dialogo tra le religioni», che per quanto animato da buone intenzioni resta sempre piuttosto angusto (benché molto in voga in questo momento), rischia di minare seriamente altri tentativi civili, che si ricollegano a lingua, letteratura, espressioni culturali, politiche nazionali e interazione sociale capaci di aiutare gli individui a sottrarsi allo sfruttamento delle differenze religiose, perché questo ben presto minaccia di scalzare tutte le altre affiliazioni”. Cioè, pare di capire (anche se questo si comprende solo dall’insieme dello scritto) che l’autore auspicherebbe l’eliminazione di tutte le differenze (comprese, è questo il punto, quelle religiose) perché solo questo aiuterebbe a superare l’odio e la violenza montanti nel mondo. Magari questa è una semplificazione. Magari ho capito così solo io. Magari non era questa l’intenzione di Sen, però sarebbe bello discuterne con lui e si tratta di uno scritto davvero interessante.

Gran Bretagna: forti opposizioni al "cappellano multireligioso"

Negli ospedali è bene che ci sia un unico cappellano che si occupi dei degenti di tutte le confessioni religiose o è piuttosto meglio che ciascuna fede abbia il proprio? Vista dall’Italia, la domanda (e l’alternativa che la stessa pone) sembra davvero lunare. Così non è invece in Gran Bretagna, dove il governo di Gordon Brown (per motivi di bilancio, non certo ecumenici) sembra decisamente orientato verso la prima ipotesi. Per scongiurare la cui attuazione si è addirittura costituito un comitato formato da parlamentari di diverso schieramento politico denominato “All Party Parliamentary Group for Chaplaincy”. La cosa sta provocando diverse polemiche oltre Manica e sarà interessante seguirne gli sviluppi. Chissà che un giorno o l’altro anche in Italia vedremo un imam accostarsi al capezzale di una vecchietta con il rosario in mano. Oggi sembra fantascienza, ma domani?

Teocinema: a Barcellona si indaga sul rapporto tra cinema e spiritualità

Dal 15 al 17 novembre Barcellona sarà sede di un evento molto interessante per tutti coloro che sono interessanti al rapporto cinema-spiritualità. Nella capitale catalana si svolgerà infatti il primo congresso internazionale su Cinema e Teologia. I lavori inizieranno con una conferenza sulle chiavi per una lettura teologica del cinema pronunciata dal professor Lloyd Baugh, S.J., della Pontificia Università Gregoriana, cui seguirà una sezione dedicata a cineasti come Dreyer, Tsarkovski, Buñuel, Lars von Trier, Kieslowski e Woody Allen. L’Italia sarà rappresentata dal regista Ermanno Olmi (il quale dovrebbe anche intervenire personalmente ai lavori) autore di capolavori come L’albero degli zoccoli, La leggenda del santo bevitore, fino all’ultimo Centochiodi. Tra le iniziative in programma anche una tavola rotonda sul tema “Il Dio dei registi”.

Istat: poca religione nella vita quotidiana degli italiani

Il rapporto Istat “La vita quotidiana nel 2006″ è un corposo documento (oltre 2,5 MB in PDF) che però vale davvero la pena scaricare perché ricchissimo di dati, cifre e riflessioni. Ovviamente, la parte che qui ci interessa è quella che inizia a pagina 173 ed intitolata “La partecipazione sociale e la pratica religiosa”. Per quanto riguarda in particolare quest’ultima, il rapporto evidenzia come si stia ormai stabilizzando la decrescita di coloro che si recano abitualmente in chiesa una o più volte la settimana mentre è in incremento la quota dei frequentanti solo saltuariamente e dei non frequentanti. Chissà, forse è anche questa scarsa frequentazione dei luoghi di culto ad essere responsabile dell’ignoranza religiosa degli italiani di cui si parlava qualche post fa. E comunque (non che la cosa consoli, tutt’altro) negli USA non stanno certo meglio. Un trafiletto pubblicato dall’ultimo numero del mensile Jesus (purtroppo non online) ed intitolato significativamente “Mc Donald’s batte Mosè”, informa infatti di un sondaggio svolto recentemente nel Paese relativamente alla conoscenza religiosa degli americani. Dire che i risultati sono sconfortanti è poco: gli intervistati hanno infatti dimostrato di ricordare meglio gli ingredienti del Big Mac che le Tavole della legge. Non è proprio il caso di concludere che mal comune è mezzo gaudio.

 

La rinnovata attenzione alla religiosità è figlia della paura (Romano docet)

Davvero interessante l’editoriale che Sergio Romano pubblica sul Corriere della Sera oggi in edicola. Prendendo lo spunto dall’aumentato numero del turismo religioso a Roma dopo l’elezione al pontificato di Benedetto VXI, Romano fa alcuni esempi (dai funerali di Boris Eltsin alla protesta dei monaci Birmani, da un’assemblea di evangelici americani alla Turchia, passando per il Ramadan) per portare acqua al mulino della tesi che il “mercato religioso” (come lo chiamano i sociologi) tira come non mai. Anche l’integralismo musulmano, a parere dell’editorialista, non sarebbe che un aspetto di questa rinnovata attenzione ai temi religiosi. Attenzione che ha un padre, anche se sarebbe meglio chiamarlo patrigno, con un nome ben preciso: paura. Si va dalla paura economica e sociale a quella ambientale, passando per quella che investe l’area delle certezze e della moralità. “Ciò che può sembrare progresso conclude Romano- rappresenta per molti un fattore di smarrimento e di confusione. Mentre gli uomini politici vivono alla giornata e cercano di accontentare tutti i loro elettori, le religioni danno risposte nette e offrono ai fedeli disorientati l’ancora della certezza”. Tesi un po’ all’ingrosso, bisogna dire, ma che comunque hanno il pregio di non prestarsi ad equivoci e che possono rappresentare una buona base di discussione.

Di che religione sei (in percentuale)?

Potevamo esimerci dal fare il quiz che in questi giorni sta impazzando nella blogosfera? Ovviamente no, quindi ecco i risultati :

Cristianesimo

–>

 

100%

Ebraismo

–>

 

80%

Islam

–>

 

75%

Buddismo

–>

 

60%

Confucianesimo

–>

 

50%

Paganesimo

–>

 

35%

Satanismo

–>

 

25%

Induismo

–>

 

25%

Agnosticismo

–>

 

20%

Paranormale

–>

 

20%

Ateismo

–>

 

0%

Prego notare il primo e l’ultimo risultato. Insomma, ci siamo.

Page 24 of 32« First...10...2223242526...30...Last »