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Category: Ortodossia

Al via la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

unitaViene dall’India il sussidio per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che prende il via proprio oggi. Ogni anno il sussidio che accompagna le celebrazioni di quest’iniziativa, che prese il via nel 1908, è affidato a un gruppo ecumenico di un Paese diverso.

Quest’anno il compito è stato affidato appunto all’India: nell’opera sono stati impegnati il Movimento studentesco cristiano dell’India, cui aderiscono circa diecimila universitari, e la Federazione degli universitari cattolici di tutta l’India, coadiuvati, per la versione definitiva, dalla Commissione internazionale del Consiglio ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Una condanna forte al sistema delle caste, il grido di dolore dei dalit, gli esclusi, che sono per la maggio parte cristiani, ma anche le persecuzioni contro i cristiani e le altre minoranze religiose.

Temi particolarmente importanti per la società indiana, dove i cristiani rappresentano il 3,5% della popolazione e dove la libertà religiosa (pur sancita dalla Costituzione) non è sempre rispettata. In questo contesto, le varie Chiese cristiane possono svolgere un ruolo delicato: costruire una cultura del dialogo e di armonia con tutta la società. Le meditazioni attraversano gli otto giorni con la metafora dell’uomo in cammino che si confronta con l’interrogativo  tratto dalle parole del profeta Michea: “Che cosa vuole Dio da noi”.

Tre preziose icone russe ospitate a Firenze

Dal 21 dicembre  al 19 marzo 2012 saranno ospitate per la devozione, all’interno del Battistero di Firenze, tre preziose icone di arte antico russa della Galleria Statale Tretyakov di Mosca, mai tornate in una chiesa dopo la loro musealizzazione avvenuta dopo la Rivoluzione del 1917. La maestosa icona della Madre di Dio Odighitria, realizzata alla fine del XIII secolo a Pskov, uno dei centri artistici della Russia antica; l’icona della Ascensione del 1408, facente parte dell’iconostasi della cattedrale della Dormizione della città di Vladimir, e legata alla produzione artistica del maggiore pittore di icone della tradizione russa, il santo monaco Andrej Rublev; infine, l’icona della Crocifissione, splendida per la bellezza della resa artistica del contenuto teologico dell’opera, eseguita da Dionisij nel 1500.
In contemporanea a Mosca, e precisamente dal 19 dicembre 2011 al 19 marzo 2012, proprio alla Galleria Statale Tretyakov, saranno esposte per la prima volta due grandi opere di Giotto da Bondone e della sua bottega, al cui nome si lega un’intera epoca della cultura italiana. Sono dei dipinti provenienti dall’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze: la Madonna col Bambino del 1280-1290, noto capolavoro del primo periodo artistico del genio fiorentino, nonché il Polittico di Santa Reparata, un doppio pentittico per altare, dipinto da entrambi i lati, realizzato verso il 1305 e in tempi relativamente recenti ricondotto all’attività artistica del Parente di Giotto o dello stesso maestro.
In Christo / Bo Xructe è la titolazione di una straordinaria ostensione, uno scambio di capolavori che nel nome della fede e dell’arte raccoglie queste cinque grandi opere. L’idea si è sviluppata con successo nell’ambito dell’Anno della cultura italiana in Russia e russa in Italia e costituisce la prova di una amicizia e di una condivisione profonda tra i due paesi, già testimoniata da solide relazioni politiche ed economiche.
La specificità del progetto espositivo sta nell’essere stato elaborato come espressione della spiritualità, della cultura, dell’arte, che rappresentano la cifra più profonda e alta dei legami d’amicizia tra Oriente e Occidente.
Lo scambio di queste grandi opere costituisce per gli organizzatori un inedito gesto di comunione e la possibilità di dimostrare la grande affinità tra due culture che si sono sviluppate a partire dalla comune condivisa eredità bizantina, percorrendo poi nel corso dei secoli, strade diverse.
Per questa ragione è stato necessario trovare, oltre a immagini di grande significato teologico capaci di rappresentare simbolicamente le due visioni della carne di Cristo, luoghi idonei alla loro esposizione, che sono stati resi accessibili grazie al prezioso intervento del Ministero della Cultura della Federazione Russa e dell’Arcidiocesi di Firenze.

Al via oggi la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Come anticipato ieri, anche quest’anno nella seconda parte del mese di gennaio si celebra la “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, che inizia giusto oggi per concludersi il 25 gennaio. “Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme” (At 2, 42) questo il tema scelto per l’edizione del 2011, la 44ª da quando, nel 1968, prese il via questa iniziativa, almeno in questa forma.
L’idea di una preghiera per l’unità delle Chiese cristiane nasce infatti in ambito protestante alla fine del XVIII secolo. Nella seconda metà del secolo successivo nasce una prima Unione di preghiera per l’unità che viene sostenuta sia dalla prima Assemblea dei vescovi Anglicani a Lambeth che da papa Leone XIII. Agli inizi del XX secolo il reverendo Paul Wattson propone la celebrazione di un Ottavario per l’unità della Chiesa dal 18 al 25 gennaio con un significato simbolico: apertura con la festa della cattedra di Pietro e chiusura con la memoria della conversione di Paolo.
Il movimento Fede e costituzione, divenuto poi una commissione del Consiglio ecumenico delle Chiese, comincia la pubblicazione di alcuni Suggerimenti per l’Ottavario a cui ben presto cominciano a collaborare anche i cattolici francesi. Il Concilio Vaticano II ha definito chiaramente la preghiera come l’anima del movimento ecumenico .
Oggi la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani viene celebrata in tutto il mondo a partire da un testo biblico e da un sussidio che quest’anno è stato predisposto dalle comunità cristiane di  Gerusalemme. “Il tema ed i testi proposti – si legge in un comunicato del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) – sono stati definiti congiuntamente dalla Commissione Fede e Costituzione del Wcc e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e sono un invito al rinnovamento e al ritorno a ciò che nella fede è essenziale, un’esortazione a ricordare il tempo in cui la Chiesa era ancora una”. “L’unità che cerchiamo non è una mera astrazione – afferma Olav Fykse Tveit, segretario generale del Wcc – per i cristiani di Gerusalemme, che vivono in continuità con la comunità apostolica di Gerusalemme, la chiesa madre di tutti noi, questa unità comporta preghiera e riflessione in un contesto di sofferenza e disperazione. Con loro pregheremo per la pace e la giustizia di tutti gli abitanti della Terra Santa”.
Se nel 2010 erano stati commemorati i grandi movimenti missionari della cristianità in coincidenza con la celebrazione del centenario della Conferenza missionaria internazionale, per il 2011 le chiese di Gerusalemme invitano quindi a meditare su quella prima grande attività missionaria per cui il cuore dell’attività dei seguaci di Gesù non si rivelò nell’ “andare fuori”, ma nel “riunirsi dentro”, chiamati a contemplare ciò che era il fulcro della loro fede.

Insegnamento della religione: polemiche in Russia per un progetto che favorirebbe l'Ortodossia

L’insegnamento della religione, si sa, è spesso fonte di polemiche. Solo che stavolta non stiamo parlando del nostro Paese, bensì della Russia, e la religione in questione non è il Cattolicesimo bensì l’Ortodossia. Secondo un sondaggio realizzato dal centro di ricerche specializzato Levada Center e i cui risultati sono stati diffusi dall’agenzia Asia News, infatti, la grande maggioranza dei russi (in una percentuale stimabile attorno al 70%) sarebbe favorevole all’introduzione di corsi sui “Fondamenti della cultura ortodossa” nelle scuole pubbliche del Paese. Come viene spiegato nell’articolo,”l’insegnamento della cultura ortodossa nelle scuole elementari e medie russe è diventato oggetto di dibattito pubblico da quando il ministero dell’istruzione ha annunciato il lancio di un progetto pilota per la “Formazione spirituale e morale” degli studenti. Dalla primavera di quest’anno 20mila classi in 12mila scuole della Federazione inseriranno nel loro curriculum formativo un corso dedicato alla studio di una religione a scelta tra cristianesimo ortodosso, islam, giudaismo o buddismo”.

Tutti d’accordo, dunque? Neppure un po’, in quanto le confessioni religiose non Ortodosse (specialmente l’Islam, ma non solo) stanno elevando le loro proteste nei confronti del progetto, reo tra l’altro di “imporre divisioni dei bambini in base alla loro religione”. Critiche vengono comunque anche dall’interno dello stesso mondo cristiano non Ortodosso, che accusa il Cremlino di “voler affermare la posizione dominante dell’ortodossia ai danni delle confessioni cristiane minoritarie”. Altre critiche si appuntano infine sulla volontà dei dirigenti moscoviti di favorire “il ritorno in auge delle religione ortodossa con lo scopo di affermarla come puro elemento di identità nazionale”. E qui (per la serie “tutto il mondo è paese”)  sembra veramente di essere tornati a casa.

Assisi: una giornata dedicata a Francesco e all'Oriente (con Alda Merini e Lucio Dalla in diretta)

“Assisi nuovo Oriente”: è la giornata di preghiera e riflessione insieme ai cristiani ortodossi promossa dal “Centro internazionale per il dialogo” dei frati minori conventuali con la partecipazione del Sacro Convento e dell’Istituto Teologico di Assisi in programma per oggi nella città del Poverello. Il programma prevede una serie di approfondimenti sul contributo di San Francesco e della città di Assisi nel dialogo con le Chiese ortodosse, con percorsi della ricezione del “volto di Francesco” nella spiritualità di Grecia, Russa e Romania.

I lavori cominceranno alle 9 per concludersi alle 17 con relatori sia cattolici che ortodossi provenienti da vari Paesi europei. In programma anche una mostra fotografica sul tema “San Francesco d’Assisi, ponte tra Oriente e Occidente”. Alle 19, nella basilica inferiore, si terrà una liturgia ecumenica durante al quale verrà eseguita l’Akolouthìa scritta dai monaci greci in onore di Francesco e musicata da P. Giuseppe Magrino, direttore della Cappella musicale della basilica.

Particolarmente interessante l’appuntamento delle 21 presso la basilica superiore: Lucio Dalla canterà le poesie di Alda Merini raccolte nel volume Francesco. Canto di una creatura, da lui musicate. Appuntamento che sarà visibile in diretta online qui.

Goran Bregovic: lettere ai Profeti per un dialogo tra le religioni

È davvero interessante l’ultimo lavoro di Goran Bregovic, l’artista serbo in questi giorni in Italia (ieri a Milano, oggi a Torino) insieme alla sua Wedding and Funeral Band. Bregovic propone infatti al pubblico, unitamente all’Absolute Ensemble, un’orchestra di musica contemporanea diretta da Kristjan Järvi, “Mi perdoni, è questa la strada verso il Futuro? (Tre lettere a tre Profeti)”. Il lavoro prende le mosse dall’esperienza personale del musicista, nato da madre serba e padre croato, sposato con una musulmana e quindi abituato da sempre a convivere con le differenze. Lo spettacolo consiste in un immaginario epistolario indirizzato a tre profeti e prende di mira le lotte ed i contrasti che Islam, Cristianesimo Ortodosso e Cattolicesimo hanno vissuto e vivono nei Paesi balcanici. “Il Paese da cui provengo ha una storia terribile e tragica – ha dichiarato Bregovic -, perché è l’unica diretta linea di confine dove in Europa per secoli tre religioni si sono scontrate (…) Voglio credere che scrivere lettere musicali ai Tre Profeti non sarà percepito come un atto blasfemo nei loro confronti”. No, sicuramente non lo è, le blasfemie sono ben altre. Per chi non conoscesse la musica di Bregovic, un assaggio su YouTube.

Russia: polemiche per le preghiere via web

D’accordo mettere i moderni mezzi che la tecnologia mette a disposizione al servizio delle religioni per permettere alle medesime di diffondere più agevolmente il loro messaggio. Si tratta di iniziative già ampiamente diffuse e di cui abbiamo largamente parlato anche nel blog. Il caso di cui parla il quotidiano moscovita Izvestia, come riportano le cronache, sembra però leggermente diverso. Pare infatti che tramite il servizio in questione, “anche le chiese e i monasteri ortodossi della Russia hanno deciso di realizzare una serie di servizi a pagamento dedicati alla salute e all’anima dei propri cari”. In particolare, un monastero di Valaam, al costo di 150 rubli (circa quattro euro) invierebbe una preghiera per il defunto nei quaranta giorni successivi alla morte. E se 150 rubli sembrassero tanti (è da ricordare che la Russia versa in gravi condizioni economiche) si specifica che altri monasteri offrono il medesimo servizio –che non ha mancato di suscitare polemiche- anche per cifre inferiori. E chissà: magari, a fine stagione, arriveremo alle preghiere in saldo.

Russia: in crescita la fede in Dio e l'appartenenza alla Chiesa ortodossa

Decenni di comunismo ateo non sono riusciti ad estirpare totalmente nel popolo russo la fede in Dio. È quanto si evince da un sondaggio svolto recentemente e i cui risultati sono stati resi noti da Asia News. Il 42% della popolazione russa si identifica infatti come religioso, il 33% “non molto religioso”, mentre afferma di non essere religioso affatto il 20% della popolazione. Altro dato estremamente interessante (perchè da tra l’altro la misura di quanto identità sociale ed identità religiosa finiscano a volte per coincidere) è quello relativo all’appartenenza alla Chiesa ortodossa. Appartenenza che, stando ai numeri del sondaggio, è in forte crescita: si sentono infatti membri di tale Chiesa ben il 71% degli intervistati ( dato che fra riflettere in quanto la percentuale era del 60% nel 2004 e del 69% nel 2007). Il dato va letto comunque in parallelo con il risultato del sondaggio che afferma che è in calo (dal 27% al 22%) la percentuale dei russi che ritiene che la Chiesa deve dare sostegno alla convivenza sociale, nazionale e politica. Ortodossi sì, nazionalisti pure, insomma, ma con una certa moderazione.

 

Paese che vai

Pur essendo il sottoscritto un fervente sostenitore del movimento ecumenico, oggi il medesimo è particolarmente lieto di essere cattolico.

Bertinotti: bacchettate sulle ginocchia per la visita al Monte Athos

È domenica, magari avete qualche tempo da dedicare ad un giochino, no? Non si vince nulla, però prometto che ci diverte. Allora partiamo. Premessa: la scorsa settimana il presidente della Camera Bertinotti ha realizzato un suo sogno visitando il Monte Athos. Ne abbiamo accennato anche noi. Ora, questo suo viaggio è stato oggetto di una pesante critica. Il giochino consiste appunto in questo: leggendo, cercate di immaginare chi è l’autore della stroncatura: L’Osservatore Romano? Il quotidiano cattolico Avvenire? Voi leggete che poi ve lo dico, ok? Partiamo:

Charles Eugène de Foucauld è un beato della chiesa dal 2005. E’ più noto per aver fondato i Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle e per il suo apostolato in Marocco e in Algeria dove viveva. Venne assassinato per futili motivi da dei ribelli nel dicembre 1916, sulla soglia del suo eremo. Nella prima parte della sua vita era stato militare e assai irregolare nella condotta, fino alla conversione. L’incontro con il Cristo avveniva nel silenzio estremo, nel «deserto». I tuareg lo apprezzava e lo chiamavano «fratello Carlo di Gesù». Un’esperienza mistica, in mezzo ai poveri che non pretendeva di convertire, ma cui donò una traduzione in lingua tuareg del Vangelo e una versione del catechismo. Qualcosa di abbastanza diversa dal popolarissimo monte Athos, dove i turisti sono ben accolti, i liquori anche, Internet pure, ma la televisione no, e specialmente le donne sono tenute fuori, come ha giustamente fatto notare in diretta una giornalista del Tg1. Il Piccolo Fratello difficilmente avrebbe accolto un tipo come Fausto Bertinotti che arriva dall’Italia con un aereo privato, con l’addetto stampa e la televisione al seguito, se non altro perché l’esperienza personalissima della meditazione è fatta di contatto diretto con la parola di Dio e per sua natura rifugge dalla spettacolarizzazione. Si fa e non si dice, e poco vale la spiegazione dell’ufficio stampa che quei filmati serviranno a futura memoria della Camera dei Deputati. Persino il presidente Irene Pivetti, prima maniera, aveva un altro stile. Che la religione esibita o l’ispirazione mistica siano oggi parte della costruzione del proprio personal brand non deve stupire, purtroppo.

Allora, ci siete arrivati? No, né Osservatore RomanoAvvenire, bensì Franco Carlini sul Manifesto (oltre che sul suo sito). Vatti a fidare degli amici, verrebbe da dire. Anche se, detto in confidenza, qualche buon fondamento le critiche ce l’hanno eccome.

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