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Category: Oriente

Religioni e Medio Oriente: se ne parla a Trento

Prende il via oggi a Trento la manifestazione “Officina Medio Oriente”, organizzata dalla Provincia autonoma di Trento – Assessorato alla solidarietà internazionale e convivenza – in collaborazione con numerose associazioni trentine che operano in quella regione del mondo e con il Coordinamento Nazionale Enti locali per la Pace e i Diritti Umani. Giunto alla sua seconda edizione, l’evento si articolerà in diversi appuntamenti, con musica, mostre, cinema e teatro. Non mancheranno poi i dibattiti. Ad aprire la serie, sarà quello dedicato alla Siria, cui interverrà in collegamento telefonico anche padre Paolo dall’Oglio, priore del monastero di Mar Musa.

Alla manifestazione trentina collaborerà attivamente anche l’Associazione Bianconero, organizzatrice del Religion Today Filmfestival. Lo farà attraverso il progetto di documentazione crossmediale intitolato «Volti di Tahrir», di Marco Pasquini in collaborazione con Emiliano Sacchetti e Luca Mandrile. Il progetto è dedicato alla piazza simbolo della rivoluzione egiziana nei giorni della ripresa degli scontri e durante le prime elezioni post-Mubarak. Volti di Tahrir si compone di una serie di storie di piccolo formato, ritratti intimi che raccontano la resistenza, la vita, le aspirazioni e le speranze di futuro di alcuni ribelli.
All’insegna della sperimentazione anche il documentario «Otherness» (di Gualtiero Peirce e Eva Ruth Palmieri), in programma mercoledì 16 maggio, alle ore 17, al Teatro San Marco con la presentazione di Alessandro Martinelli, direttore del Centro Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso di Trento, e l’intervento degli autori.
«Otherness» mira a combinare il linguaggio del reportage con la freschezza di materiali amatoriali «sporchi», dando le telecamere direttamente in mano ai protagonisti. Si tratta di un inedito «autoritratto» di un gruppo di ragazzi di comunità diverse. Tra loro, i giovani di Beresheet LaShalom, l’associazione culturale fondata in Galilea con l’obiettivo di creare, attraverso il teatro, armonia e amicizia fra ragazzi di tutte le etnie e le religioni.
Nella serata di mercoledì 16 maggio, alle ore 21, al Teatro San Marco, nell’ambito del focus su donne e religioni del Medio Oriente, Bianconero proporrà il documentario «The Dreamers» (di Efrat Shalom Danon, doc, Israele, 2011, 58’), accompagnato da una testimonianza viva da Gerusalemme. Il documentario, già in concorso nel 2011 al Religion Today Filmfestival, presenta la storia di Ruchama e Tikva, insegnante e parruccaia, che si mettono all’opera per realizzare il loro sogno di fare cinema all’interno della società ultraortodossa.

Un Ravenna Festival “spirituale” dedicato a Camaldoli

Riccardo Muti e i suoi collaboratori hanno presentato a Ravenna la XXIII edizione del Ravenna Festival, particolarmente ricca, quest’anno, di eventi legati alla spiritualità. Il percorso tematico del Festival 2012 prende avvio infatti da un nucleo centrale, un ‘cuore’, rappresentato dal millenario della fondazione del Sacro Eremo di Camaldoli ad opera di Romualdo di Ravenna.

Ciò darà la possibilità di ascoltare musiche di varia provenienza che ricompongono vicende sia umane che storiche e spirituali di grande importanza. Si va dal medioevo dell’ensemble Eloqventia ai millenari canti baltici dell’estone Ensemble Heinavanker, dalle voci norvegesi del Trio Mediæval ai canti della Chiesa Ortodossa Russa del Coro Ortodosso Maschile di Mosca, diretto da Georgij Smirnov. Da sottolineare un confronto tra le musiche sacre barocche del camaldolese Orazio Tarditi (ordinato monaco proprio a Ravenna), proposte dalla Stagione Armonica diretta da Sergio Balestracci e quelle, sempre barocche, dell’Est europeo, interpretate dall’ensemble strumentale Il Suonar parlante di Vittorio Ghielmi. La raffinatissima tradizione del canto spirituale sufi ‘Ghazal’ sarà invece proposta dalla cantante uzbeka Monâjât Yulchieva.

Seguendo i sentieri spirituali del monachesimo, il Festival approderà quindi inTibet, paese dalla storia plurimillenaria (fulcro da decenni di vicende che – dopo la perdita dell’indipendenza – ne mettono a repentaglio la stessa identità ed esistenza) cui viene dedicata una settimana di incontri, riti, cerimonie ed eventi. Al di là dell’enorme distanza geografica, stretto è il legame con la celebrazione del monachesimo camaldolese, sappiamo infatti che il vero riformatore del buddhismo tibetano fu Atisa, celebre monaco indiano pressoché contemporaneo di Romualdo, che rimise in vigore le esigenze e le regole della vita monastica.

Il programma completo del Festival è disponibile sull’apposito sito.

Cina e cristianesimo: se ne parla in un ciclo di incontri a Prato

La Fondazione per le Scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna, in collaborazione con l’ assessorato alla Cultura del Comune di Prato e la biblioteca comunale Lazzerini, propone il ciclo d’incontri dal titolo “Cina e Cristianesimo dall’VIII secolo ad oggi”, che si terrà nella Sala Conferenze “Riccardo Berti” della Lazzerini a partire da mercoledì 1° giugno.

Gli incontri fra la Cina e l’Europa si snodano attraverso i secoli in un susseguirsi di avvicinamenti e allontanamenti in cui il Cristianesimo ha un ruolo centrale. Le esperienze cristiane in terra di Cina rappresentano infatti una chiave di lettura di estremo interesse per approfondire due millenni di storia che vanno dalle prime comunità di cristiani nestoriani in Cina a Matteo Ricci, da Giovanni da Pian del Carpine alle controversie sui riti cinesi.

Il ciclo d’incontri, aperto a tutti, vuole essere quindi un’occasione per cercare di ricomporre i frammenti di questa storia e riannodare le trame di un dialogo, al fine di leggere meglio il passato e il futuro dei nostri rapporti con la Cina.

A dare il via al ciclo mercoledì primo giugno alle 21 sarà la Prof.ssa Amina Crisma con l’incontro dal  titolo “La tradizione religiosa della Cina. Confucianesimo e cristianesimo nestoriano”. Si prosegue poi giovedì 9 giugno sempre alle 21, quando il Prof. Alberto Melloni e il Dott. Riccardo Saccenti presenteranno “Un libro lungo la via della seta. La Bibbia di Marco Polo”. Infine, giovedì 16 giugno, ultimo appuntamento dal titolo “Da Matteo Ricci a Philippe Couplet. Missionari e gesuiti fra XVI e XVII secolo” , con l’intervento del Dott. Patrizio Foresta.

La Fondazione Giovanni XXIII di Bologna è un prestigioso istituto di ricerca e centro di documentazione nell’ambito delle scienze religiose dal 1953, con particolare riguardo al cristianesimo e alle religioni con cui esso è venuto in contatto. Attualmente è diretta da Alberto Melloni, che collabora con il Corriere della Sera, oltre ad essere stato consulente per numerosi documentari sulla storia della Chiesa trasmessi dalla RAI. Da alcuni anni la Fondazione ha avviato una stretta collaborazione scientifica con le principali università in Cina, BeiDa a Pechino e Fudan a Shanghai, per la diffusione dello studio della storia del cristianesimo nella realtà universitaria cinese. Inoltre, è legata all’alta scuola europea di scienze religiose “Giuseppe Alberigo” che ha per obiettivo la formazione di giovani studiosi italiani e stranieri nell’ambito delle discipline storico-religiose, esegetiche e teologiche.

Calligrafia e spiritualità: l'Oriente in mostra a Milano

Sutra buddhistimotti confuciani, nomi di divinità shintoiste, mandala di caratteri e mantra, testi taoisti, aforismi zen, preghiere cristiane. Nella storia della calligrafia i temi dello spirito hanno occupato uno spazio rilevante, sia in Cina che in Giappone, rispecchiando la ricchezza delle tradizioni religiose e dei sistemi morali delle grandi culture dell’Estremo Oriente.

La mostra “Lo Spirito e il segno, Calligrafie dell’Estremo Oriente su tema religioso e morale” presentata dall’Associazione culturale Shodo con la collaborazione della  Confederazione Europea di Calligrafia e che aprirà i battenti il prossimo 30 novembre,  ha la particolarità di esporre opere di importanti calligrafi giapponesi, cinesi e coreani, insieme a opere di calligrafi europei e italiani che studiano questa antica e modernissima forma d’arte. Tutti sono stati invitati a realizzare una o più opere appositamente per questa mostra, senza limitazioni di forma, stile o dimensioni, ma attenendosi al tema della spiritualità, nella  declinazione preferita da ciascuno.

Praticata da millenni, la calligrafia (shodō in giapponese, shufa in cinese) ai nostri giorni sta rivelando nuove potenzialità espressive e comunicative, entrando nelle gallerie d’arte e nella grafica come un’arte contemporanea diffusa  a livello internazionale. Rappresenta perciò uno stimolante esempio di contaminazione creativa tra passato e presente, tra Estremo Oriente e mondo occidentale.

La mostra è esposta presso La Casa delle culture del mondo di Milano. In questa sede si svolgerà un denso programma di eventi: le “Giornate della Calligrafia”, organizzate in occasione della mostra da: Associazione culturale Shodo, Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il programma delle “Giornate” include conferenze di approfondimento sulla cultura cinese e giapponese, performance artistiche e teatrali,  laboratori di pratica calligrafica e visite guidate su prenotazione .

Una sezione collaterale della mostra, dedicata allo “Spirito della natura”, sarà allestita dal 1° al 7 dicembre presso l’Associazione Arte Giappone, sempre a Milano.

Cristiani e Medio Oriente: da domenica al via il Sinodo dei Vescovi

Da domenica prossima, e fino al 24 ottobre, si svolgerà a Roma l’Assemblea Speciale del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente. Decisa da Papa Benedetto XVI a seguito del suo viaggio in Terra Santa  nel maggio del 2009, questa Assemblea Sinodale straordinaria ha il compito di affrontare questioni cruciali e porta in sè grandi speranze. In questi anni, infatti, il futuro della vita dei cristiani in Terra Santa si è rivelata sempre più a rischio. E’ in corso da decenni, in Medio Oriente, una imponente diaspora di cristiani arabi verso l’Europa e le Americhe. L’affievolimento della presenza cristiana in regione dove sono forti i conflitti aumenta il livello dello scontro tra i diversi estremismi e indebolisce, di fatto, il dialogo e la possibilità di una pace duratura.
Durante il Sinodo di ottobre avranno la possibilità di incontrarsi e parlare di questi problemi i vescovi di un’area mediorientale allargata: dal Nord Africa all’Iran, dalla Turchia alla Penisola Arabica. Parteciperanno ai lavori delle sessioni anche rappresentanti di Islam ed Ebraismo.
In concomitanza con lo svolgimento dei lavori sarà allestita anche una mostra multimediale per conoscere la realtà del Medio Oriente cristiano.
L’iniziativa, intitolata “Abana-Padre Nostro. Sguardi sui cristiani del Medio Oriente” e realizzata dalle Edizioni Terra Santa, si compone di 24 pannelli tematici con approfondimenti e reportage fotografici, curati dal fotografo Fabio Proverbio, sulle tre aree emblematiche della regione: il cuore della Terra Santa (Israele, Territori Palestinesi e Striscia di Gaza), la Penisola Araba e l’Iran.  “La situazione dei cristiani in Medio Oriente – ha spiegato Giuseppe Caffulli, direttore della rivista Terra Santa – piccola minoranza fragile e dispersa, è problematica, anche se qualche segnale di speranza non manca. La visita del Papa ha infuso coraggio, sostegno e comprensione delle difficoltà”. Il progetto offre la possibilità di familiarizzare, attraverso dati aggiornati sulla presenza del fedeli nei singoli Paesi, sulle loro condizioni di vita e sul rapporto con i credenti delle altre grandi religioni. A conclusione del Sinodo, la mostra verrà messa a disposizione di Comuni, scuole, centri culturali e diocesi.

Ecumenismo: reso noto un vademecum per i rapporti tra cattolici e ortodossi

Si conclude oggi ad Ancona il convegno nazionale dei delegati diocesani per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Appuntamento che ha avuto quest’anno un tema in linea con quanto notavamo nel post precedente, cioè il fatto che la maggioranza degli immigrati in Italia professa la religione cristiana, in particolare quello di tradizione ortodossa. “L’ortodossia in Italia. Nuove sfide pastorali, nuovi incontri spirituali”: questo è stato quindi il tema su cui i delegati si sono confrontati per tre giorni stimolati anche dalla riflessione proposta dal card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano. Se si osserva la situazione attuale, ha sottolineato il cardinale, “constatiamo che la Chiesa continua ad essere segnata dalle divisioni che si sono prodotte nel corso dei secoli” tanto che “permane ed è sempre più urgente il compito di rendere testimonianza alla fede cristiana”. Una “testimonianza comune dei cristiani al Vangelo”, ha precisato il card. Tettamanzi, “oggi particolarmente urgente, in un contesto sempre più segnato dal pluralismo di religioni e di culture” che interpella “non le singole confessioni cristiane, ma il cristianesimo in quanto tale” chiedendo una risposta “il più possibile unitaria e corale”.

In concomitanza con i lavori del convegno è stato reso noto un vademecum “per la pastorale delle parrocchie cattoliche verso gli orientali non cattolici”, cioè verso gli ortodossi presenti in Italia. Il testo, redatto dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo diretto da don Gino Battaglia e per i problemi giuridici guidato da mons. Adolfo Zambon, è destinato prevalentemente ai parroci, agli operatori pastorali e ai responsabili delle istituzioni educative cattoliche e organizza tutta la disciplina vigente nella Chiesa cattolica sui “corretti rapporti” con i fedeli appartenenti alle diverse Chiese ortodosse. Il testo fa il punto su alcune indicazioni relative per esempio ai sacramenti, ai matrimoni misti e all’ammissione dei fedeli alla piena comunione nella Chiesa cattolica. I vescovi hanno ritenuto necessario mettere a punto questo strumento anche alla luce dei dati sull’immigrazione del 2009, secondo cui i cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia ammonterebbero a circa quattro milioni e mezzo. Circa la metà degli immigrati sono cristiani: fra di loro i fedeli ortodossi erano stimati nel 2008 in circa un milione centotrentamila.

Un testo quindi che si propone di fare chiarezza su di un tema che sarà sempre più all’ordine del giorno.

Insegnamento della religione: polemiche in Russia per un progetto che favorirebbe l'Ortodossia

L’insegnamento della religione, si sa, è spesso fonte di polemiche. Solo che stavolta non stiamo parlando del nostro Paese, bensì della Russia, e la religione in questione non è il Cattolicesimo bensì l’Ortodossia. Secondo un sondaggio realizzato dal centro di ricerche specializzato Levada Center e i cui risultati sono stati diffusi dall’agenzia Asia News, infatti, la grande maggioranza dei russi (in una percentuale stimabile attorno al 70%) sarebbe favorevole all’introduzione di corsi sui “Fondamenti della cultura ortodossa” nelle scuole pubbliche del Paese. Come viene spiegato nell’articolo,”l’insegnamento della cultura ortodossa nelle scuole elementari e medie russe è diventato oggetto di dibattito pubblico da quando il ministero dell’istruzione ha annunciato il lancio di un progetto pilota per la “Formazione spirituale e morale” degli studenti. Dalla primavera di quest’anno 20mila classi in 12mila scuole della Federazione inseriranno nel loro curriculum formativo un corso dedicato alla studio di una religione a scelta tra cristianesimo ortodosso, islam, giudaismo o buddismo”.

Tutti d’accordo, dunque? Neppure un po’, in quanto le confessioni religiose non Ortodosse (specialmente l’Islam, ma non solo) stanno elevando le loro proteste nei confronti del progetto, reo tra l’altro di “imporre divisioni dei bambini in base alla loro religione”. Critiche vengono comunque anche dall’interno dello stesso mondo cristiano non Ortodosso, che accusa il Cremlino di “voler affermare la posizione dominante dell’ortodossia ai danni delle confessioni cristiane minoritarie”. Altre critiche si appuntano infine sulla volontà dei dirigenti moscoviti di favorire “il ritorno in auge delle religione ortodossa con lo scopo di affermarla come puro elemento di identità nazionale”. E qui (per la serie “tutto il mondo è paese”)  sembra veramente di essere tornati a casa.

Torino: arte e spiritualità tra Oriente ed Occidente

Giorni importanti per l’arte, in quel di Torino. Oggi viene infatti inaugurato nel capoluogo piemontese il nuovo museo diocesano. L’esposizione, che ha sede nella chiesa inferiore della cattedrale di San Giovanni Battista, racchiude nelle parole dell’arcivescovo di Torino Severino Poletto, una triplice valenza: simbolica, storica e formale: “Simbolica in quanto racchiude una miriade di significati teologici e spirituali; storica perché prodotta da una comunità rurale o cittadina che ha manifestato l’adesione di fede dei suoi membri e formale essendo autentici capolavori d’arte che riflettono l’evoluzione del gusto e della temperie artistica e storica che li ha prodotti”. C’è da augurarsi che presto il museo si doti di un sito all’altezza della situazione che ne permetta anche una visita virtuale.

Non si può inoltre, in questa sede, tralasciare l’apertura, avvenuta pochi giorni orsono sempre a Torino, del MAO, il Museo d’Arte Orientale. Vista la stretta correlazione esistente in Oriente tra espressione artistica e spirituale, a quest’ultima è riservato largo spazio. A dimostrazione che allorquando Nietzsche definì Torino “la capitale spirituale dell’Oriente”, aveva visto giusto e lontano.

Karadzic e la sua seconda vita "spirituale"

Certo che è davvero curiosa questa storia di Radovan Karadzic, il boia di Srebrenica, l’Hitler in sedicesimo. Braccato dalle polizie di mezzo mondo, si è poi scoperto che non si era mai allontanato da casa e disponeva addirittura di un sito internet e di una biografia online. Ma la cosa più curiosa di tutte è forse la sua nuova identità: quella del dottor Dragan David Dabic, esperto di medicine alternative a metà strada tra il santone e il guru. Significative le parole del direttore di una rivista cui il super ricercato collaborava: “Mi fece una certa impressione, e non solo per quella barba e quei capelli lunghissimi da profeta ma per il suo modo fare, di parlare: semplicemente affascinante. Disse che leggeva e apprezzava la mia rivista e avrebbe avuto piacere di scriverci. Mi diede anche un suo articolo sulle differenze tra la meditazione e il silenzio assoluto dei monaci tibetani”. “No, non ha mai parlato di politica né della sua vita privata, si è sempre e solo limitato a parlare di spiritualità” fa eco una sua conoscente. E poi basta guardare le sue foto: chi non si sarebbe fidato di uno così? Magari un po’ bizzarro, ma con uno sguardo mite e dolce. Come quello di altri. Poi dice che non è vero che l’abito non fa il monaco…

Il Papa negli USA, Time e le difficoltà del dialogo interreligioso

Dal prossimo 15 aprile fino al 20 dello stesso mese, Benedetto XVI sarà negli Stati Uniti per un importante viaggio pastorale. Nell’occasione, la prestigiosa rivista d’oltreoceano Time gli dedica una copertina (visibile qui a fianco) con il titolo: “Perchè il Papa ama l’America”. Non è la prima cover (le altre sono visibili qui e qui) che Time dedica a Benedetto XVI, segno di un interesse verso il cattolicesimo acuitosi anche in concomitanza con le presidenziali americane. Intanto si viene a sapere che il Papa (in occasione della Pasqua ebraica) visiterà una sinagoga della Grande Mela. Se i rapporti tra cattolicesimo ed ebraismo troveranno giovamento dalla visita papale statunitense, non altrettanto si può dire di quelli tra la Chiesa di Roma ed il Sikhismo. In occasione di un incontro interreligioso che il Papa avrà a Washington durante la settimana, ai sikh sarà infatti interdetto di partecipare. Un effetto collaterale dell’Undici settembre, a quanto pare. I servizi di sicurezza statunitensi sembrano infatti irremovibili e non accettano l’uso del kirpan, il pugnale che fa parte dell’abbigliamento rituale dei sikh. I quali sembrano proprio essersela presa. Insomma, un’altra prova della complessità del mondo in cui viviamo (e forse anche una metafora delle difficoltà del dialogo tra le religioni).

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