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Category: Libri

Libri religiosi e domanda di senso: sentieri interrotti?

Cosa e quanto leggono gli italiani? Su queste domande si sofferma l’editoriale dell’ultimo numero della rivista Letture, edita dalla San Paolo. L’autore, Alberto Porro, Responsabile marketing e comunicazione della medesima editrice, dopo aver passato in rassegna gli sconsolanti dati della diffusione libraria nel nostro Paese (citando anche i dati di un’inchiesta cui facemmo riferimento tempo fa) passa a farsi una domanda davvero interessante: cosa si intende per “libro religioso”? Interessante la domanda, ma ancor di più la risposta che Porro si da: secondo lui, infatti, il significato del termine andrebbe ricercato “non tanto e non solo nella sua dimensione di servizio della comunità credente, per altro indispensabile, ma piuttosto e più profondamente al livello della sempre più diffusa domanda “religiosa”, una domanda che coniuga le grandi questioni della storia umana come l’amore, il male, il bene, la vita, il denaro, il potere, la religione, l’anima. L’anima, appunto. Visto da questa prospettiva il mercato dei libri cambia volto e mette in risalto i molti libri “religiosi-non-religiosi” che invece di lettori ne hanno moltissimi”. C’è, insomma, una diffusa domanda di senso e ricercare il senso di qualcosa è già compiere un cammino spirituale. Sarebbe tempo che anche l’editoria se ne accorgesse.

Notizie tra fantasy e fantascienza (ma sempre rigorosamente spirituale)

Il sottoscritto ha un’antica e mai sopita (anche se purtroppo sempre meno praticata) passione per la fantascienza. La quale passione fa capolino ogni qual volta legge notizie in grado di risvegliarla. La prima, in verità, non riguarda la fantascienza in senso stretto, bensì la fantasy, genere con essa imparentato. “The 13th Disciple” (il tredicesimo discepolo) è il titolo di un film, ancora nella fase di programmazione, che vorrebbe narrare la storia di un fratello gemello di Gesù reincarnatosi ai nostri tempi sotto le spoglie del capo di una setta religiosa. Mah. Chissà se l’opera troverà finanziatori. L’altra notizia riguarda “La bussola d’oro”, il film che alcuni gruppi di fondamentalisti cristiani (siano essi cattolici o protestanti, in questo caso, purtroppo, l’ecumenismo funziona) hanno messo sul banco degli imputati perché Philip Pullman (autore del romanzo da cui è tratto il film) sarebbe ateo. Chissà come stanno le cose, ma almeno aspettiamo di vedere il film, prima di criticare. L’ultima notizia è di scienza senza *fanta*, ma è troppo carina per non essere segnalata. Avete mai pensato che un automa avrebbe potuto realizzare un manoscritto della Bibbia alla maniera degli antichi monaci medievali? No? Allora eccovi serviti (gli originali sono più belli, però).

Urbino: una laurea honoris causa per mons. Ravasi, studioso della Bibbia

La Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” conferirà oggi a monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, la laurea ad honorem in Antropologia ed Epistemologia delle Religioni. La motivazione della laurea ad honorem, secondo quanto affermato dal Consiglio di Facoltà, parla di mons. Ravasi come di “una delle personalità più apprezzate e conosciute della cultura cattolica italiana” per l’eccellenza “dell’attività scientifica e la straordinaria capacità di alta divulgazione dei temi biblici”. Il titolo della lectio magistralis che mons. Ravasi terrà in occasione del conferimento della laurea è infatti: “La Bibbia come grande codice della cultura occidentale”. Alcuni scritti, divulgativi ma interessanti, del neo-laureato si possono trovare qui. È davvero una bella notizia, questa della laurea ad honorem a mons. Ravasi, prima di tutto perché se la merita in toto (visto che alla Bibbia ha dedicato circa 150 volumi) e poi perché l’università marchigiana ha l’opportunità, conferendo questa, di lavare l’onta di altre lauree conferite recentemente con forse qualche (si noti la delicatezza) superficialità.

La realtà è amara (ma per fortuna ci sono le nuvole)

E’ quasi una settimana che non riesco a togliermi dalla testa la storia degli attivisti della Westboro Baptist Church, condannati da una giuria di Baltimora a pagare quasi 11 milioni di dollari di risarcimento ai familiari di un soldato gay ucciso in Iraq. È costume, infatti, per gli aderenti a detta chiesa, presentarsi ai funerali dei soldati gay scandendo i loro osceni slogan, del tipo: “God hates fags” (la traduzione ognuno se la faccia per contro proprio) asserendo che la loro morte è voluta da Dio per punire l’America e la sua politica tollerante verso l’omosessualità. In quale abisso di orrore è sprofondato che mette in piedi certi siti e si lascia andare a certe dichiarazioni? Qual è il Dio in cui crede? Chissà, magari pure questo è un danno collaterale della guerra in Iraq.

Però non è giusto chiudere la settimana con questa amarezza, quindi ecco una buona notizia. Lorenzo Gobbi, che ha già un suo bellissimo blog che si chiama L’attenzione, ha convinto la moglie Maddalena ad aprirne uno suo. Per fortuna, perché quest’ultima ha molto materiale riguardante lo scrittore francese Christian Bobin, particolarmente caro a chi scrive, materiale che ora potrà essere messo a disposizione di tutti. Une bibiothèque de nuage, questo il bel nome del blog, sarà un luogo in cui rifugiarsi quando le amarezze del presente rischieranno di prendere alla gola e di togliere il respiro.

Gli italiani e i libri religiosi: questi sconosciuti

Va bene che i sondaggi e le statistiche, come insegnava già Trilussa, vanno prese con le molle, però possono aiutare a riflettere. Come quello pubblicata dall’ultimo numero di Famiglia Cristiana che ha per oggetto “Gli italiani e i libri religiosi”. I risultati, a dire il vero, sono abbastanza sconfortanti: Solo il 16% degli italiani ha letto per intero, almeno una volta nella vita, i quattro Vangeli, mentre il 69% non li ha mai letti e il 15% dichiara di averli letti solo in parte. Non va meglio se si passa al settore dei libri religiosi: solo il 18% degli intervistati (pari al 32% di chi dichiara di avere letto libri) dichiara infatti di averne preso in mano uno nel corso dell’ultimo anno. E’ quindi con qualche ragione che l’amico Christian Albini si chiede: “In che cosa consiste, allora, il cattolicesimo di popolo degli italiani che anche al Convegno di Verona dello scorso anno è stato nominato frequentemente e indicato come segno di una singolarità italiana nel panorama religioso europeo, a riprova dell’adeguatezza dell’strategia della CEI nel periodo ruiniano?”. Domanda legittima e risposta soddisfacente, a parere del sottoscritto.

"Le tenebre e la luce": esce oggi l'ultimo libro del cardinal Martini

È in uscita oggi da Piemme l’ultimo libro del cardinal Carlo Maria Martini, “Le tenebre e la luce. Il dramma della fede di fronte a Gesù”. Tra le anticipazioni di stampa, ho trovato questa citazione e l’ho subito amata perché in essa c’è tutto Martini. E’ un po’ lunga ma ne vale la pena:

<<Molte volte ho insistito sulla necessità di giungere a superare le tradizioni religiose quando non sono più autentiche. Solo la parola di Dio, rappresentata qui da Gesù, è normativa e capace di dare chiarezza. E ho pure affermato, a proposito della necessità di imparare a convivere tra diversi – la sfida più urgente della nostra civiltà -— che non dobbiamo tanto insistere sulla ortodossia religiosa delle singole parti, auspicando che ciascuno sia religioso al meglio secondo la sua tradizione. Le tradizioni, comprese le nostre, possono conoscere infatti anche delle forme di decadenza. Occorre piuttosto fermentarci e vivificarci a vicenda, al di là dell’appartenenza religiosa, così che ciascuno sia aiutato a rispondere di fronte a Dio.
Personalmente non sono favorevole al dialogo religioso quando considera le religioni come monoliti, realtà che devono dialogare restando immutabili.
L’uomo è fatto per superare se stesso; come diceva Pascal: «L’uomo supera infinitamente l’uomo». Occorre dunque lasciarci fermentare a vicenda da parole vere e autentiche.
>>

E vere ed autentiche sono anche queste parole del cardinale, che sa contemperare le esigenze del dialogo senza cadere nel relativismo. Speriamo che di queste parole vere ed autentiche sappia e possa regalarcene ancora molte.

Novità in libreria: un gatto racconta la storia del Papa

Ci è già capitato di accennare all’amore di Benedetto XVI per i gatti. Passione ora confermata da una notizia che farà la gioia di tutti i gattofili spirituali (categoria della quale chi scrive, immodestamente, si considera un capofila). Il segretario particolare del papa, infatti, don Georg Ganswein, ha scritto la prefazione di un libro in cui un gatto racconta la storia del papa. “Joseph e Chico. Un gatto racconta la vita di papa Benedetto XVI”, questo il titolo dell’opera, è stato scritto da Jeanne Perego con le illustrazioni di Donata Dal Molin Casagrande ed edito per i tipi delle Edizioni Messaggero di Padova. “Si trattava –ha dichiarato l’autrice- di trovare una chiave narrativa adatta ai miei futuri lettori e mi è venuto in mente il gatto, Chico, che la stampa di tutto il mondo aveva etichettato come ‘il gatto del Papa’. Sono andata a conoscerlo in un appuntamento con i suoi simpatici e gentilissimi padroni, quelli veri, che mi hanno raccontato la relazione tra il Papa e quel gattone rossiccio”. Una chiave narrativa davvero interessante che farà sicuramente felici i gattofili di tutto il mondo.

Ostuni: si parlerà di religioni a partire dal 18 luglio

Il prossimo 18 luglio prenderà il via ad Ostuni l’undicesima edizione de «Un’emozione chiamata libro: incontro con gli autori, estate 2007». La cosa merita qui una segnalazione perché il tema della kermesse letteraria di quest’anno sarà “Religione, Religioni. Religiosità laiche, Laicità, tra fede e dubbio, interrogativi e risposte: percorsi individuali di scrittori, saggisti, testimoni”. Tra coloro che interverranno all’appuntamento pugliese sono da segnalare Marco Roncalli che presenterà il suo libro “Giovanni XXIII – Angelo Giuseppe Roncalli, una vita nella storia” (Mondatori), Haim Baharier che presenterà il libro: “La genesi spiegata da mia figlia”, Khaled Fouad Allam con il libro “La solitudine dell’occidente”, edito da Rizzoli e Marco Politi, che presenterà il libro “Il ritorno di Dio Viaggio tra i cattolici d’Italia” edito da Mondadori.

La moda rende felici (e anche la ripetizione)

Quella di Franco La Cecla è una singolare figura di antropologo – architetto – urbanista (al quale tra l’altro occorse pochi anni fa una disavventura che poteva costare cara) che vale la pena davvero conoscere. Chi non lo avesse ancora incrociato (oltre che leggere un articolo che La Stampa ha recentemente dedicato al Nostro) può prendere l’occasione per farlo dall’uscita della sua ultima opera: La moda rende felici (per mezz’ora almeno). Per invogliare alla lettura, ecco qui un piccolo brano in cui l’autore da un saggio della sua acribia nell’esplorare i confini della nostra contemporaneità, in questi caso quelli del sacro: “Spesso chi partecipa a un rito si annoia, come si annoia chi ripete lo sgranamento del rosario, il mantra buddhista o la preghiera ai 99 nomi di Allah. E gli stessi indigeni della foresta si distraggono mentre altri praticano un rito, ridacchiano, guardano altrove. Questo comportamento non inficia il rito, anzi lo conferma. Il rito deve inserirsi nella banalità quotidiana, nel lento fluire del tempo apparentemente uguale”. Che è poi nient’altro di ciò che sanno tutti gli innamorati che non si stancano di ripetere “Ti amo” all’oggetto del loro amore. Solo che spesso tendiamo a dimenticarlo.

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