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Category: Ebraismo

Un premio per il dialogo interreligioso nel nome di Sant’Agostino

Figurano anche il card. Angelo Scola nella sua veste di Presidente della Fondazione OASIS e il Principe di Giordania Ghazi Bin Muhammad Bin Talal, promotore del progetto A Common Word, tra i quattro vincitori del Premio Sant’Agostino istituito dalla Fondazione Osservatorio del Mediterraneo, in collaborazione con l’Accademia di Studi Interreligiosi di Milano (Interreligious Studies Academy).

La premiazione si svolgerà il prossimo 25 novembre nella biblioteca Ambrosiana di Milano. Il premio -come spiegano i promotori dell’iniziativa – è intitolato a Sant’Agostino perché il Santo “fu pioniere dei legami tra le due rive del Mediterraneo” e il premio oggi intende “valorizzare quelle iniziative euromediterranee che si siano particolarmente contraddistinte per un‘attività e un impegno di rilievo nazionale o internazionale nell‘ambito del dialogo interreligioso con particolare riferimento alle tre religioni del Monoteismo Abramico”.

Per questa prima edizione 2012 i premiati saranno quattro, due per ogni sponda del Mediterraneo. Per la Riva Sud riceverà il premio anche il consigliere del Re del Marocco André Azoulay in qualità di Presidente della Fondazione Euromediterranea Anna Lindh per il dialogo tra le culture. Per la Riva Nord sarà premiato anche il direttore della rivista Le Monde des Religions di Parigi, Frédéric Lenoir.

A Bari torna il Festival Tre Volte Dio

Torna, anche quest’anno, la VII edizione di Tre Volte Dio, il Festival di musica e cultura dedicato alle tre religioni monoteiste del mediterraneo: ebraismo, cristianesimo e islam. Il festival è di scena a Bari presso l’Auditorium La Vallisa  il 18 ottobre 2012. Racconti, letture e musica caratterizzano questa manifestazione che celebra con l’arte tre grandi feste religiose: il Sukkot (Festa pellegrinaggio ebraica) dal 1 al 7 ottobre, il 15 ottobre Santa Teresa D’Avila (festa cristiana) e la Festa del sacrificio (Islam) dal 26 al 29 ottobre.

In un panorama sociale ridisegnato da flussi migratori sempre più intensi e differenziati, le istanze di interculturalità richiedono risposte adeguate e fondamentali per una crescita armonica e pacifica del tessuto sociale. La convinzione che sottende Tre Volte Dio è che il dialogo sia un processo di approssimazione possibile solo se costruito su un reale movimento di reciproca conoscenza tra i rispettivi universi culturali.

Il Festival è nato nel 2006 da un’idea di Michele Lobaccaro, autore e musicista dei Radiodervish, ed ha visto il susseguirsi di sei edizioni. Tutte le edizioni si sono svolte nel capoluogo pugliese eccetto quella del 2010 che si è svolta anche nella città di Gerusalemme. Dal 2007 è nato il “Premio al dialogo Tre Volte Dio” che è stato assegnato a giornalisti, scrittori, artisti e operatori che hanno creato ponti di dialogo tra mondi differenti.

 

“Oltre i confini”: al via a Roma il Festival di Letteratura e Cultura Ebraica

Prende il via domani a Roma la quinta edizione del Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica. Per cinque giorni (fino al 12), nella zona del vecchio ghetto di Roma, la manifestazione propone appuntamenti per approfondire la conoscenza della cultura ebraica. Tradizionalmente dedicato alla letteratura, il festival, da quest’anno, apre alle altre espressioni artistiche con spettacoli teatrali, mostre d’arte contemporanea, danza e musica. Il tema dell’edizione 2012 è “Oltre i confini”. I confini, materiali e immateriali cui ci si riferisce sono naturalmente quelli che separano stati, culture e individui. Ma, meno scontatamente, anche quei confini mentali ed emotivi che agiscono all’interno di ognuno di noi allontanandoci dal divino, dalla consapevolezza, dalle parti più nascoste di noi stessi. Questi confini il Festival cerca di percorrere – e parzialmente, temporaneamente superare – attraverso tutte le forme che la cultura e la tradizione ebraica sanno assumere.

Il festival inaugura domani con la Notte della Cabbalà (dalle 21.00 alle prime ore del mattino), una “no-stop” di eventi culturali dedicata alla mistica ebraica, con artisti italiani e internazionali che si alterneranno tra musica, teatro, arte, degustazioni, incontri letterari e danza, per celebrare il sodalizio tra la Capitale e la Roma ebraica. Ad aprire la serata e il festival sarà lo scrittore, pittore, regista e intellettuale di fama internazionale Marek Halter, intervistato alle ore 21.00 presso il Palazzo della Cultura dal giornalista e scrittore Pierluigi Battista.

Dedicata all’umorismo la Giornata europea della cultura ebraica

E’ “L’umorismo ebraico” il tema della tredicesima edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, che si svolgerà domenica 2 settembre 2012 in ventotto Paesi europei e sessantaquattro località in Italia. “L’ebraismo, cultura ‘libera’ per eccellenza, ha dovuto ricorrere al riso quale sistema creativo per non cedere di fronte alle avversità: un’arma al contempo pacifica e vincente, e per questo particolarmente invisa alle tirannie e alle dittature di ogni tipo e colore”, ha ricordato Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Nel “Bel Paese”, dalle grandi città ai piccoli centri, da nord a sud, la manifestazione che “apre le porte” dei luoghi ebraici torna con i consueti spazi di conoscenza e approfondimento. Per parlare di ebraismo e, anche, di una caratteristica che sembra essere piuttosto spiccata nella cultura del “Popolo del Libro”: quella di saper ridere e far ridere, nei momenti positivi come in quelli più difficili. “Umorismo” fa rima con “ebraismo”: da Woody Allen a Mel Brooks, dagli autori dei “comix” americani ai tanti scrittori ebrei la cui opera è attraversata da una vena d’ironia, un’edizione della Giornata da vivere con un sorriso in più.

Città capofila per l’Italia è quest’anno Venezia, dove risiede una delle più importanti Comunità ebraiche italiane, e dove si darà idealmente avvio all’evento, appuntamento ormai consolidato e con un pubblico partecipe e in costante crescita: oltre cinquantamila visitatori, solo lo scorso anno e solo nel nostro Paese, hanno preso parte alle centinaia di appuntamenti della manifestazione, in una occasione di festa che è anche momento di conoscenza e approfondimento e strumento per contrastare pregiudizi antichi, ancora oggi esistenti. Tra visite guidate a sinagoghe e quartieri ebraici, mostre d’arte e concerti, film e conferenze, bookcrossing ed enogastronomia, spettacoli teatrali ed eventi per grandi e bambini, una occasione per saperne di più di ebrei ed ebraismo, e per stare insieme con il consueto spirito di amicizia.

Religioni e Medio Oriente: se ne parla a Trento

Prende il via oggi a Trento la manifestazione “Officina Medio Oriente”, organizzata dalla Provincia autonoma di Trento – Assessorato alla solidarietà internazionale e convivenza – in collaborazione con numerose associazioni trentine che operano in quella regione del mondo e con il Coordinamento Nazionale Enti locali per la Pace e i Diritti Umani. Giunto alla sua seconda edizione, l’evento si articolerà in diversi appuntamenti, con musica, mostre, cinema e teatro. Non mancheranno poi i dibattiti. Ad aprire la serie, sarà quello dedicato alla Siria, cui interverrà in collegamento telefonico anche padre Paolo dall’Oglio, priore del monastero di Mar Musa.

Alla manifestazione trentina collaborerà attivamente anche l’Associazione Bianconero, organizzatrice del Religion Today Filmfestival. Lo farà attraverso il progetto di documentazione crossmediale intitolato «Volti di Tahrir», di Marco Pasquini in collaborazione con Emiliano Sacchetti e Luca Mandrile. Il progetto è dedicato alla piazza simbolo della rivoluzione egiziana nei giorni della ripresa degli scontri e durante le prime elezioni post-Mubarak. Volti di Tahrir si compone di una serie di storie di piccolo formato, ritratti intimi che raccontano la resistenza, la vita, le aspirazioni e le speranze di futuro di alcuni ribelli.
All’insegna della sperimentazione anche il documentario «Otherness» (di Gualtiero Peirce e Eva Ruth Palmieri), in programma mercoledì 16 maggio, alle ore 17, al Teatro San Marco con la presentazione di Alessandro Martinelli, direttore del Centro Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso di Trento, e l’intervento degli autori.
«Otherness» mira a combinare il linguaggio del reportage con la freschezza di materiali amatoriali «sporchi», dando le telecamere direttamente in mano ai protagonisti. Si tratta di un inedito «autoritratto» di un gruppo di ragazzi di comunità diverse. Tra loro, i giovani di Beresheet LaShalom, l’associazione culturale fondata in Galilea con l’obiettivo di creare, attraverso il teatro, armonia e amicizia fra ragazzi di tutte le etnie e le religioni.
Nella serata di mercoledì 16 maggio, alle ore 21, al Teatro San Marco, nell’ambito del focus su donne e religioni del Medio Oriente, Bianconero proporrà il documentario «The Dreamers» (di Efrat Shalom Danon, doc, Israele, 2011, 58’), accompagnato da una testimonianza viva da Gerusalemme. Il documentario, già in concorso nel 2011 al Religion Today Filmfestival, presenta la storia di Ruchama e Tikva, insegnante e parruccaia, che si mettono all’opera per realizzare il loro sogno di fare cinema all’interno della società ultraortodossa.

Festival Biblico: l’ottava edizione mette al centro i luoghi della Scrittura

È stata presentata ufficialmente a Vicenza l’ottava edizione del Festival Biblico, in programma dal 18 al 27 maggio. Saranno 14 città coinvolte per 10 giorni di eventi, 140 appuntamenti, 10 mostre, 200 realtà coinvolte, 120 ospiti protagonisti dei quali 20 dall’estero. Tema dell’edizione 2012 del Festival, è “’Perché avete paura?’ (Mc 4,40). La speranza dalle Scritture”.

Novità assoluta del Festival 2012 sarà il focus sulle terre bibliche “Linfa dell’ulivo”, organizzato dall’Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza, che (dal 24 al 26 maggio) riunirà esperti, studiosi, storici, archeologi dei territori interessati dalla Bibbia, dalla Turchia fino all’Iraq. «La “Linfa dell’Ulivo” rientra nell’accostamento multiforme alla Bibbia che rappresenta lo spirito del Festival Biblico – dichiara mons. Roberto Tommasi, presidente del Festival -. Attraverso l’archeologia e la storia, inoltre, “Linfa dell’Ulivo” s’inserisce nel tema che la manifestazione propone per questa edizione, ovvero l’analisi delle paure dell’uomo e la risposta della certezza cristiana, che non è un’ideologia».

Numerosi gli appuntamenti dell’iniziativa che trasformerà Vicenza in una sorta di «capitale mondiale della Bibbia». Ospiti delle tre giornate saranno esperti internazionali in campo biblico: tra i vari nomi gli studiosi israeliani Dan Bahat e Mordechay Lewy,gli esegeti Romano Penna, Francesco Rossi De Gasperis, Frédéric Manns, Silvio Barbaglia, gli esperti di archeologia Stefano De Luca, Riccardo Lufrani, Giuseppe Bellia. Di rilievo è inoltre il patrocinio e la collaborazione dello Studium Biblicum Franciscanum, una delle massime istituzioni scientifiche per l’insegnamento, la ricerca sulla Sacra Scrittura e l’archeologia nelle terre bibliche.

Al via a Ferrara la Festa del Libro Ebraico

Sarà Ferrara, la città di Giorgio Bassani, ad ospitare, da domani al primo maggio, la Festa del Libro Ebraico, giunta alla sua terza edizione. La festa ha l’intento di stimolare la curiosità e l’interesse degli spettatori, proseguendo e rafforzando il rapporto con il pubblico, attraverso una presenza vivace e attiva dell’Istituzione. Un momento di condivisione della cultura ebraica italiana, attraverso il racconto della storia di una minoranza che da sempre è legata da una relazione attiva e indissolubile con l’Italia e che continua ad animare la vita culturale, civile, sociale ed economica del nostro Paese.  A segnare l’inizio della manifestazione, all’uscita di Shabbat, il 28 aprile, dopo l’inaugurazione ufficiale con il saluto delle autorità alle 21.30 in Sala Estense, sarà la seconda Notte Bianca Ebraica d’Italia intitolata, non a caso, “E fu sera … e fu mattina …”, dai passi della Genesi in cui tutto ha origine.

A tutti coloro che dal 28 aprile al 1 maggio si recheranno a Ferrara saranno offerte anche molte occasioni speciali: il piacere di dialogare al Chiostro di S. Paolo con importanti autori di opere e testimonianza ebraica; l’opportunità di assaggiare specialità della ricca cucina ebraica; la possibilità di farsi guidare in bicicletta alla scoperta della Ferrara Bassaniana. Gli eventi condurranno gli spettatori all’interno di un mondo, quello della Festa del Libro Ebraico in Italia, che non vuole essere una semplice vetrina, ma un’occasione per trasmettere l’idea, il concetto che il MEIS (ente promotore dell’evento) è, fin dai suoi primi passi, un museo di tutti e per tutti, capace di favorire, con dinamismo e vivacità, la conoscenza della cultura dell’ebraismo italiano.

L’elenco completo degli eventi della Festa è disponibile sul sito della manifestazione.

Roma: la religiosità negli scatti di Andrea Pacanowski

“All’infuori di me. La folla e l’esperienza religiosa”: si intitola così la personale del fotografo romano Andrea Pacanowski che verrà inaugurata il 2 marzo prossimo al Museo di Roma in Trastevere. Si tratta di immagini scattate girando tra le “città sante” delle religioni monoteistiche, che raccontano la dimensione collettiva della religiosità’ nell’epoca globale e mediatizzata attraverso elaborati giochi di riflessi creati prima dello scatto fotografico. Un percorso di ricerca innovativo che analizza la folla e l’esperienza religiosa, promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. Organizzazione 4busy , supporto organizzativo e servizi museali Ze’tema Progetto Cultura.

Quello di Pacanowski è un approccio artisticamente originale e creativamente ricco al tema della religione come fatto sociale e mediatico. Oggi i momenti di aggregazione religiosa non sono più solo un’esperienza limitata ai partecipanti, ma si fanno immagini, video, materiali destinati a essere scomposti e ricomposti nell’universo mediatico globale. Ma, rispetto a un lungo passato in cui la religione dominava lo spazio pubblico e definiva anche i tempi del lavoro e della festa, oggi si combatte una battaglia per la visibilità. L’uomo religioso deve lottare per affermare la specificità del messaggio di cui si fa portatore. In questa sfida, la qualità e il potere delle immagini, la maestosità delle cerimonie, l’aspetto dell’aggregazione delle masse, la festa collettiva sono delle risorse strategiche chiave che le grandi religioni monoteiste (in particolare il cristianesimo e l’islam) hanno a disposizione per marcare la loro capacità di differenziarsi dai nuovi culti.

“Gesù nostro contemporaneo”: a Roma un dibattito pubblico

Chi è Gesù per me oggi? È persona viva di cui sentiamo tuttora il fascino o è un’immagine del passato, una religione cristallizzata in dottrina? L’evento dal titolo “Gesù nostro contemporaneo”, organizzato dal Comitato per il progetto culturale della Cei, si propone di rispondere a queste e ad altre domande.
Si tratta di un dibattito pubblico, a cui sono state invitate ad intervenire svariate personalità del mondo laico e religioso, che si terrà dal 9 febbraio all’11 febbraio 2012 nella città di Roma presso tre strutture differenti: l’Auditorium Conciliazione e la Sala Coro, l’Università LUMSA e la Sala Pio X.
Una ventina di seminari  affronteranno la figura di Gesù attraverso molteplici prospettive: storica, nel rapporto fra Cristo e la Chiesa, nelle diverse religioni, nell’arte, nel cinema, nella musica, nella fotografia e nella letteratura. Ci saranno presentazioni di libri sull’argomento, testimonianze, concerti ed eventi artistici e culturali.
All’incontro di apertura dal titolo “Accadde a Dio in Palestina” sarà presente il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Nel corso della giornata interverrà anche il rabbino David Rosen, direttore del Dipartimento per gli Affari Interreligiosi dell’American Jewish Committee, il biblista Romano Penna e i giornalisti Paolo Mieli e Sandro Magister.
All’incontro di discussione sul tema “Gesù di Nazareth” parteciperanno il cardinale Angelo Scola, il teologo Thomas Söding, il capo della Comunità ebraica di Venezia Elia Enrico Richetti. Della giornata di venerdì citiamo l’incontro “I giovani e Gesù”, una conversazione con il cantautore Roberto Vecchioni, il docente di teologia Fondamentale Armando Matteo e lo scrittore Alessandro D’Avenia, moderato dal giornalista Alessandro Zaccuri; e inoltre “Gesù e il dolore degli uomini” con Mons. Rino Fisichella, lo psichiatra Manfred Lütz e il giornalista Tony Capuozzo. All’incontro conclusivo sarà presente il cardinal Camillo Ruini. Qui è possibile consultare il programma complessivo dell’evento.

Si celebra domani la Giornata del dialogo ebraico – cattolico

“Non uccidere”: questo il tema di riflessione per la Giornata del dialogo ebraico-cattolico che anche quest’anno si celebra domani, 17 gennaio, alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Il tema è presentato in un sussidio scritto da mons. Mansueto Bianchi, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, e dal rabbino Elia Enrico Richetti, presidente dell’assemblea dei rabbini d’Italia. “Mai come oggi – sottolineano mons. Bianchi e Richetti – assistiamo ad atti di inaudita violenza, che provocano morte e distruzione, suscitando orrore e condanna. Le aspirazioni e i principi civili dei popoli concordano con le grandi tradizioni religiose del mondo nell’affermare il primato della vita umana, ma nonostante ciò a volte atroci delitti sono commessi sotto il pretesto religioso, ideologico o politico”. Ma c’è un altro fronte che, secondo i rappresentanti religiosi, si apre nell’azione di difesa e promozione del valore della vita umana ed è quello delle “nuove scoperte della scienza e della tecnica”.
Nella presentazione i due rappresentanti religiosi ricordano lo stralcio di una dichiarazione comune diffusa nel 2006: “Per il fatto che la vita è un dono divino da rispettare e preservare, noi ripudiamo decisamente l’idea di un dominio umano sulla vita, e del diritto di decidere del suo valore o della sua durata da parte di qualsiasi persona o gruppo umano. Conseguentemente ripudiamo il concetto di eutanasia attiva (il cosiddetto mercy killing) in quanto illegittima pretesa dell’uomo sull’esclusiva autorità divina nel determinare il momento della morte della persona umana”. Alle rispettive comunità di credenti Bianchi e Richetti chiedono di annunciare “insieme al mondo, mediante la loro fraternità e la loro testimonianza, la permanente validità universale della parola di Dio ‘Non uccidere!’”.

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