Cristiani e musulmani: insieme per l'europa da credenti e cittadini
“Essere cittadino europeo e persona di fede”: questo il tema di un importante incontro conclusosi ieri a Malines (in Belgio) organizzato dal Comitato per le Relazioni con i Musulmani in Europa delle Conferenze Episcopali Europee e dal Consiglio delle Chiese Europee. I 45 rappresentanti cristiani e musulmani di 16 nazioni europee che hanno partecipato all’incontro, hanno diffuso una dichiarazione finale che vale la pena leggere con attenzione perché contiene molti spunti interessanti. Le agenzie si sono soffermate subito sulla questione del velo, ma la dichiarazione contiene molti altri spunti interessanti, come l’affermazione di credere che “il futuro delle società europee dipenderà in larga misura dalla nostra volontà come cittadini e persone di fede di preservare e sviluppare le fondamenta culturali e religiose dell’Europa”. La dichiarazione rimarca anche il diritto “a cambiare la propria religione o a decidere di vivere senza”, e quello “di manifestare pubblicamente le proprie convinzioni religiose senza essere ridicolizzati, intimiditi o ridotti al silenzio da pregiudizi o stereotipi in modo intenzionale o per mancanza di conoscenza”. Riguardo al dialogo interreligioso, si afferma che esso “non deve essere limitato solo ai cristiani e musulmani ma esteso anche ai fedeli delle altre grandi religioni e deve iniziare in quei luoghi dove i bambini e i giovani si incontrano e cioè nelle scuole, nelle sale dei nostri college e nelle comunità religiose”. Parole sante, specie di questi tempi.




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