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Category: Cattolicesimo

Abbé Pierre: a due settimane dalla morte i seguaci si ritrovano ad Assisi

Sono trascorse due settimane dalla morte dell’Abbé Pierre. Il bello dei grandi uomini (o degli uomini grandi) è che la loro memoria continua anche attraverso altri uomini e donne che ne continuano l’opera. Nel caso specifico, ciò avviene mediante l’azione dei gruppi Emmaus, diffusi in 52 Paesi del mondo con oltre 300 comunità e gruppi.

Oggi, i 13 gruppi presenti nel nostro Paese si ritrovano ad Assisi per ricordare il loro fondatore. “Non certo per farne una reliquia o un santino” affermano “ma per rivivere le sue provocazioni e trovare la forza di continuare quanto lui ha saputo fare nella sua lunga vita”.

Il legame tra Assisi e l’Abbé Pierre è molto antico: proprio nella cittadina umbra, infatti, conobbe la spiritualità di San Francesco e decise di farsi cappuccino. Per l’esattezza ciò avvenne presso l’eremo delle Carceri, un luogo bellissimo di cui potete vedere alcune foto fatta dal sottoscritto qui in basso a destra nello spazio Flickr (cliccare sull’ultima foto e si apriranno le altre relative).

Don Andrea Santoro: è passato un anno dalla morte

Un anno fa, un giovane fanatico troncava la vita di don Andrea Santoro, missionario in Turchia. Il sito da lui fondato e voluto, Finestra per il Medio Oriente, continua tutt’ora la sua opera di ricerca e dialogo.

Nell’anniversario della sua morte, il periodico on-line della diocesi di Roma, RomaSette, dedica a don Andrea un interessante speciale. Nel ricordo di chi lo ha conosciuto e di chi ha collaborato con lui, la figura del prete romano emerge in tutta la sua grandezza. Indubbiamente, è più conosciuto ora di quando era in vita. Come la storia del seme che porta frutto solo quando muore.

Latino? No, grazie

Ogni tanto mi capita di dire a qualcuno di non conoscere il latino. E ogni volta due occhi così: “Ma come, non conosci il latino?”. No, non conosco il latino, me la cavo decisamente meglio con l’inglese.

La cosa non mi ha mai provocato complessi. E da quando ho letto come la pensa quel peperino di Fr. Reginald in un’intervista al Telegraph (come notato dalla sempre attenta Massardo) di complessi ne avrò ancora di meno.

 

Parigi: in navigazione sulla Senna per San Valentino

Non avete ancora pensato a cosa fare per San Valentino? Cosa ne direste di un pellegrinaggio-crociera in bateau-mouche sulla Senna seguito da un’adeguata cena? Cosa c’entra qui questa segnalazione? C’entra eccome: l’iniziativa è infatti nientemeno che dell’arcidiocesi di Parigi, che per pubblicizzarla al meglio ha addirittura aperto un sito al riguardo: fetesaintvalentin.org.

L’arcivescovo della capitale francese, Mons. Vingt-Trois non ha dubbi al riguardo: “E’ l’occasione per la Chiesa per trasmettere una parola buona sull’amore – ha affermato infatti – non possiamo accontentarci di proporre un modello di famiglia come se fossimo in grado di garantirne la riuscita. Serve impegnarsi a tutti i livelli per permettere le migliori condizioni della vita familiare”.

Magari, se qualcuno va, poi potrebbe dirci la sua esperienza.

Auguri ai giornalisti per il patrono (con suggerimento incorporato)

Forse non tutti lo sanno, ma anche i giornalisti hanno il loro santo patrono: san Francesco di Sales, che la liturgia della Chiesa cattolica ricorda oggi. È considerato una specie di precursore del giornalismo modernamente inteso in quanto compilava settimanalmente dei foglietti per spiegare le verità della fede e poi li affiggeva sui muri o li faceva scivolare sotto le porte dei suoi fedeli. Un suo profilo è disponibile sul sito specializzato Santi e beati. Tanti auguri a tutti i giornalisti (e a tutti i “comunicatori” in genere).

Per quanto riguarda Internet, il già citato sito Santi e beati promosse poco tempo fa un sondaggio sul possibile patrono. “Vincitore” risultò essere il beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, anche se nulla è ancora stato ufficializzato.

Ma a questo punto (mi veniva in mente) non si potrebbe pensare anche ad un patrono per i blog? Vogliamo farci un pensierino? Io mi metto all’opera, idee e suggerimenti sono –ovviamente- sempre bene accetti.

E' morto l'Abbé Pierre: una vita al servizio dei poveri

A  94 anni (l’età dei patriarchi) è morto l’Abbè Pierre, fondatore della comunità Emmaus. Era stato ricoverato all’ospedale di Val-de-Grace di Parigi lo scorso 15 gennaio. Uno dei grandi protagonisti del cattolicesimo francese del XX secolo, Henri Antoine Groue’s, questo il nome completo, era nato a Lione. A 19 anni entra nei Cappuccini di Lione, dopo aver distribuito ai poveri la sua eredità.

Nel 1938 viene ordinato sacerdote. Nel 1942 diventa l’Abbè Pierre: falsifica passaporti e trasporta tra le Alpi e i Pirenei diverse persone ricercate dalla Gestapo. Al ritorno in Francia, diventa deputato.

Nel 1949 inizia a diffondere il suo messaggio: “I poveri devono donare ai più poveri”. Si è trattato di un uomo che ha fatto della coerenza il proprio stile di vita.

Qui la biografia tratta dal sito della comunità.

Jack Kerouac: ribelle ma profondamente cattolico. Un'originale interpretazione

«Gesù, la tua è l’unica risposta per tutti gli esseri viventi!». Non pochi si stupiranno nell’apprendere che questa ardente invocazione non è uscita dalla penna di qualche mistico medievale, bensì da quella di colui che è considerato il profeta della Beat Generation: Jack Kerouac.

È una delle molte sorprese che si avranno leggendo un interessante saggio del gesuita Antonio Spadaro uscito sull’ultimo numero di Civiltà Cattolica con l’allusivo titolo Il Dio di Jack Kerouac. I diari di uno “strano solitario pazzo mistico cattolico”. Già, perché -smentendo il facile clichè dello scrittore tutto trasgressione- proprio così di definiva l’autore di Sulla Strada.

Raffinato ed acuto critico letterario (già autore, tra gli altri, di studi su Pier Vittorio Tondelli e Raymond Carver) Spadaro intende con questo scritto dare un’idea della profonda sensibilità cattolica dello scrittore così come essa emerge a partire dai diari, allo scopo di far notare come essa sia viva, pulsante e ben presente alle radici della sua ispirazione”.

E ci riesce, bisogna aggiungere, decisamente bene. Permettendo così al lettore di andare al di là delle apparenze. Che è una delle esperienze più belle che possano capitare in questa vita.

(Finito di scrivere questo post, mi è tornato in mente che tempo fa ne avevo scritto un altro -evidentemente il tema è nelle mie corde- dedicato ad un altro artista “inaspettatamente cattolico”: Andy Warhol. Il lettore interessato lo può trovare qui).

 

Icone della spiritualità: una mostra fotografica sulla simbologia religiosa cristiana

Domenica. Quale giorno migliore per visitare una mostra fotografica che si preannuncia davvero interessante? Il titolo è Aula Dei. Icone della spiritualità ed è opera del fotografo Mauro Fiorese.

Si tratta di una ricerca fotografica, durata dodici anni sulla simbologia religiosa cristiana in ambienti urbani ed extra-urbani iniziata nel 1992 nel Maine in USA e poi sviluppatasi in diverse nazioni tra le quali Spagna, Francia e Scozia per terminare nel 2004 in Italia.

“La spiritualità –sostiene l’autore nel testo introduttivo- non è soltanto legata ai luoghi fisici del sacro: vive ovunque vi sia una evocazione, un desiderio di preghiera qualsiasi, un ricordo visivo, un simbolo. Immagini come interpretazioni suggestive o frutto di una suggestione, libere interpretazioni o forse ispirazioni guidate da forze indefinibili?”.

La risposta potranno darsela direttamente i visitatori della mostra.

Barcellona: una cyber-cappella per i giovani frequentatori delle Ramblas

Tutto si potrà dire dei responsabili della parrocchia catalana San Ramon de Penyafort, meno che manchino di spirito di iniziativa. L’ultima trovata (pensata per i giovani che frequentano la popolare Rambla di Barcellona) è una cappella per pregare fino all’una del mattino e finire mangiando pizza e ascoltando musica chill-out.

Xavier Morlans, il sacerdote che coordina la “Cybercapella SanRa” (questo il nome dell’iniziativa) ne spiega così il significato all’agenzia Sir: “per il momento la cybercapella funziona un venerdì al mese dalle 22 di sera fino all’1 di notte ma l’intenzione è quella di aumentarne la frequenza. La serata prevede un primo momento di preghiera temperata e didattica diretta soprattutto ai giovani che vengono dalla strada senza una previa esperienza di fede. Poi c’è un forum tra gli stessi giovani con brani di film attuali che sollevano temi come la sessualità o la ricerca di Dio”.

Un premio per la creatività pastorale non glielo toglie nessuno.

Il sesso come Dio comanda secondo Panorama

“I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”. Così recita il celebre Bollettino della vittoria. Arrivati al punto in cui è arrivato certo giornalismo italiano, sarà il caso di aggiornare il passo in: “I resti di quello che fu uno dei maggiori settimanali italiani…”.

Sinceramente, è questa la sensazione che si prova leggendo un articolo di Panorama dedicato alla sessualità di coppia. Già il sommarietto sembra fatto apposta per abbindolare i gonzi: Tre siti internet, autorizzati dalla Cei, spiegano ai fedeli come risolvere i problemi a letto”. Ma quando mai? Basta fare un giro nei tre siti in questione per verificare di persona che il fruscio delle lenzuola è assolutamente assente. Quanto poi al definire la Scuola superiore di specializzazione in bioetica e sessuologia una sorta di Kamasutra cattolico, beh, si resta davvero senza parole per la banalizzazione di problematiche che meriterebbero ben altro approccio.

E infine un appunto: è una bufala che la posizione del missionario sia stata imposta agli indigeni tahitiani dai missionari cristiani. Lo afferma, tra gli altri, anche Wikipedia. I missionari avranno le loro responsabilità, ma accusarli di aver imposto un tal peso all’universo femminile, è francamente troppo.

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