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Ricomporre Babele: educazione al cosmopolitismo e ruolo delle religioni

“Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole [...]. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra”. Con questa citazione tratta dal libro biblico della Genesi, la Fondazione Intercultura presenta l’importante e denso convegno in programma da domani al 9 aprile a Milano ed intitolato appunto: “Ricomporre Babele: educare al Cosmopolitismo”.
Le domande alle quali i tre giorni di lavori tenteranno di dare una risposta, secondo gli stessi organizzatori, sono le seguenti: “Quali sono gli scenari probabili di una città mondiale? Quali le strutture politiche per governarla? Quale la prospettiva delle Nazioni Unite e il progetto di una “alleanza delle civiltà”? Quali le maggiori trasformazioni in atto? Quali i punti di vista delle regioni “periferiche” negli equilibri mondiali? Quali codici etici comuni in un mondo diviso da conflitti religiosi? Quale il ruolo di un pensiero scientifico condiviso da tutta l’umanità? Quale la possibilità di sopravvivenza delle diverse tradizioni quotidiane: alimentazione, abitudini, riti sociali? E di fronte a questi interrogativi: come si pone la scuola? nel mondo Occidentale, in Asia, nel quadro dell’UNESCO? come educare all’empatia, ai diritti umani, alla cittadinanza? come proporre atteggiamenti mentali che favoriscono la risoluzione dei conflitti? e infine il cosmopolitismo è veramente un obiettivo comune dell’umanità?”.
Ovviamente, visti gli argomenti, un ruolo di rilievo verrà dato alla funzione delle religioni in merito all’educazione al cosmopolitismo con alcuni workshop espressamente dedicati al tema. Guido Bosetti guiderà quindi quello chiamato “Religioni e laicità”, l’islamista Paolo e Branca si occuperà dal canto suo di “Islam e cosmopolitismo” e Thierry Gaudin guiderà quello intitolato “The future of religions”. Al titolo stesso del convegno sarà tra l’altro riservata un’attenzione speciale: il grande biblista Jean Louis Ska ne terrà infatti una  prolusione chiamata “Una città e una torre (Gn. 11,1-9)”. Ecco come lo stesso relatore anticipa i temi del suo discorso: “Cercherò di mostrare che il nostro racconto è, in realtà, una critica ironica di un sogno testimoniato in Mesopotamia, in particolare sotto l’impero neo-assiro: unire diversi popoli sotto l’egida di un potere, quello neo-assiro. Il racconto biblico di Genesi 11,1-9 critica questo sogno totalitario e imperialista, e afferma che non si può sopprimere la diversità di lingue e di culture senza danneggiare il disegno del creatore, vale a dire la natura stessa della creazione e dell’umanità”.
Ci sono tutte le premesse, quindi, per tre giorni di stimolanti discussioni, come del resto richiesto dagli stessi argomenti trattati.

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Category: dialogo interreligioso, Religioni, Religioni e società

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