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Al via oggi la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Come anticipato ieri, anche quest’anno nella seconda parte del mese di gennaio si celebra la “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, che inizia giusto oggi per concludersi il 25 gennaio. “Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme” (At 2, 42) questo il tema scelto per l’edizione del 2011, la 44ª da quando, nel 1968, prese il via questa iniziativa, almeno in questa forma.
L’idea di una preghiera per l’unità delle Chiese cristiane nasce infatti in ambito protestante alla fine del XVIII secolo. Nella seconda metà del secolo successivo nasce una prima Unione di preghiera per l’unità che viene sostenuta sia dalla prima Assemblea dei vescovi Anglicani a Lambeth che da papa Leone XIII. Agli inizi del XX secolo il reverendo Paul Wattson propone la celebrazione di un Ottavario per l’unità della Chiesa dal 18 al 25 gennaio con un significato simbolico: apertura con la festa della cattedra di Pietro e chiusura con la memoria della conversione di Paolo.
Il movimento Fede e costituzione, divenuto poi una commissione del Consiglio ecumenico delle Chiese, comincia la pubblicazione di alcuni Suggerimenti per l’Ottavario a cui ben presto cominciano a collaborare anche i cattolici francesi. Il Concilio Vaticano II ha definito chiaramente la preghiera come l’anima del movimento ecumenico .
Oggi la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani viene celebrata in tutto il mondo a partire da un testo biblico e da un sussidio che quest’anno è stato predisposto dalle comunità cristiane di  Gerusalemme. “Il tema ed i testi proposti – si legge in un comunicato del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) – sono stati definiti congiuntamente dalla Commissione Fede e Costituzione del Wcc e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e sono un invito al rinnovamento e al ritorno a ciò che nella fede è essenziale, un’esortazione a ricordare il tempo in cui la Chiesa era ancora una”. “L’unità che cerchiamo non è una mera astrazione – afferma Olav Fykse Tveit, segretario generale del Wcc – per i cristiani di Gerusalemme, che vivono in continuità con la comunità apostolica di Gerusalemme, la chiesa madre di tutti noi, questa unità comporta preghiera e riflessione in un contesto di sofferenza e disperazione. Con loro pregheremo per la pace e la giustizia di tutti gli abitanti della Terra Santa”.
Se nel 2010 erano stati commemorati i grandi movimenti missionari della cristianità in coincidenza con la celebrazione del centenario della Conferenza missionaria internazionale, per il 2011 le chiese di Gerusalemme invitano quindi a meditare su quella prima grande attività missionaria per cui il cuore dell’attività dei seguaci di Gesù non si rivelò nell’ “andare fuori”, ma nel “riunirsi dentro”, chiamati a contemplare ciò che era il fulcro della loro fede.

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Category: Cattolicesimo, Cristianesimo, Ecumenismo, Ortodossia, Protestantesimo

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