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Islam e religioni tra aperture e chiusure

Due notizie che sembrano cozzare tra di loro, ma che sono in ogni modo interessanti perché ci fanno toccare con mano la complessità delle questioni che riguardano l’Islam e i suoi rapporti con la modernità e le altre religioni. La prima notizia ci porta in Pakistan, dove una nuova proposta di legge (che pare abbia molte probabilità di passare) prevede addirittura con l’ergastolo o la morte chi abbandona la fede islamica. Un segnale senza dubbio preoccupante.

Ma se ci spostiamo in Qatar, ecco che si viene a sapere che sta nascendo un Centro per il dialogo interreligioso tra cristiani, ebrei e musulmani e che promotore dell’iniziativa e lo stesso emiro Shaikh Hamad Bin Khalifa Al Thani. Il Consiglio di presidenza del Centro sarà formato da tre musulmani, tre cristiani ed un ebreo.

Visto che siamo in tema di Islam: ma che brutta questa notizia. Ma non solo la notizia in sé, bensì il modo di porgerla. Perché usare il nome di una città santa per centinaia di milioni di persone per caratterizzare una negatività? Non c’erano davvero altri esempi da proporre?

Category: Cristianesimo, dialogo interreligioso, Ebraismo, Islam, Società e religioni

Commenti (0)

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  1. Abdel Nur scrive:

    La questione dell’apostasia è assai controversa. Mi sembra che un’intervista ad un docente presso l’Università Pontificia, sullo stesso sito AsiaNews, metta bene in luce alcuni dei punti fondamentali, e cioè l’assenza nel Testo coranico di un esplicito riferimento alla pena di morte per colui che abbandona l’Islam – come d’altronde, è assente ogni riferimento alla lapidazione degli adulteri – e la strettissima connessione tra apostasia e politica.
    Ai tempi del Profeta – su di lui siano la Pace e le benedizioni di Dio – abbandonare l’Islam equivale ad appoggiare le fazioni cittadine della città di Mecca ed i gruppi beduini che intendevano sopprimere la neonata Comunità Islamica; ciò equivaleva a tutti gli effetti ad un rischio sia per la sopravvivenza di tutti i musulmani sia per l’incolumità degli abitanti della città di Medina, ebrei o non-musulmani, che coi musulmani condividevano sforzi e destini.
    Oggi evidentemente le condizioni sono profondamente mutate, e gli sforzi d’interpretazione spesso non sono stati commisurati a tali cambiamenti, come invece un’adeguata comprensione del Testo esigerebbe.

    Ciò è tanto più grave nel quadro politico attuale, che vede il linguaggio religioso strumentalizzato da istanze politiche.
    Il caso pakistano, a tal proposito, è piuttosto significativo. Il presidente Musharraf sconta il suo tentativo di “illuminata moderazione”, che da un lato si proponeva un’attenta e coerente modernizzazione del Paese, e dall’altro finanziava gruppi estremisti al confine coll’Afghanistan, con finanziamenti occidentali, fin dalla guerra contro i sovietici. Oggi, quegli stessi gruppi esigono uno spazio politico commisurato alla loro crescita, ed il governo si barcamena tra provvedimenti restrittivi e parzialmente repressivi, ed una politica sostanzialmente improntata al compromesso. Politica naturalmente destinata ad essere fortemente, periodicamente destabilizzante.

    In entrambi i casi, quindi, componenti assai diverse dell’Islam hanno avuto in tutti i sensi a che fare con la modernità. Nel caso del Qatar, la sicurezza economica ha permesso uno svolgimento per molti versi esemplare, ed improntato ai migliori esempi dei primi periodi della Comunità – contraddetti, d’altra parte, da dinamiche economiche che contraddicono l’etica islamica in nome della spregiudicatezza del capitalismo petrolifero contemporaneo. In Pakistan, invece, la modernità, nelle sue istanze politico-strategiche, ha pensato di poter promuovere versioni antitradizionali di un Islam militante in vista dei propri interessi e scopi: la reazione, tragicamente fisiologica, è la creazione di storpiature confessionali che si richiamano all’Islam antico con metodi e scopi del tutto moderni, ed addirittura modernisti.

    Scusate le molte parole, per una questione che mi sta molto a cuore.
    Pace su di voi.

  2. donmo scrive:

    Grazie per queste ottime riflessioni, mi riprometto di tornarci sopra

  3. a me sembra che ci sia sempre più una estremizzazione di tutto. Anche i cattolici non scherzano, con buon rispetto di donMo, basta vedere i CL nelle università.
    O forse sbaglio?

  4. donmo scrive:

    eh no, purtroppo non sbagli che no. Per fortuna ci sono però anche tante persone di buoba volontà, come l’amico commentatore sopra. Fanno meno rumore, ma ci sono.

  5. sì sì, per fortuna, e spero che anche tu sia ehm diverso..:)

  6. donmo scrive:

    Speravo che a questo punto ne avessi la certezza:)

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